policia-prende-suspeito-de-ter-matado-jovem-gay-em- joao gay brazil

Assassinio del gay brasiliano – la svolta: ucciso perché voleva fare l’attivo

policia-prende-suspeito-de-ter-matado-jovem-gay-em- joao gay brazil

Attualmente in cella accusato dell’omicidio del diciottenne gay brasiliano, Andrie Maycon Ferreira sembrerebbe divertirsi a sporcare il nome della vittima con dichiarazioni al limite dell’assurdo e a dir poco disgustose.
Il biglietto lasciato nella bocca del diciottenne con su scritto “Fermiamo la piaga dei gay” l’avrebbe scritto sì perché pieno di rabbia, ma non perché omofobo, bensì perché Joao – il nome della vittima – avrebbe voluto fare l’attivo durante il loro rapporto sessuale che è passato da “stupro” di qualche giorno fa a “sesso consenziente”.
Non mi stupirebbe se usasse queste scuse solo per evitare eventuali aggravanti di stupro, violenza ed omofobia.
L’unica cosa che rimane costante nei deliri di Andrie è che continua a definirsi etero.
Non l’ho ucciso perché era gay. Mi è piaciuto anche, non ho nulla contro di loro. Il problema era che voleva fare l’attivo con me.
Una cosa è certa, questo ragazzino è seriamente disturbato e credo difficilmente recuperabile, quindi evitassero di fargli fare altre dichiarazioni che sporcano solo il nome di Joao e lo rinchiudessero a vita in carcere.

gaylgbtomofobia

comments

LGBT

Articoli più letti del mese