Bill jJaulitz

Bill Kaulitz fa coming out in una lettera

Bill jJaulitz
“Fin da piccolo ho sempre pensato a trovare il grande amore della mia vita. Il mio gemello Tom non mi ha mai capito davvero in questo senso a lui del grande amore non importava nulla. I miei amici ridevano di me, della mia idea romantica e da favola dell’amore.

In questi anni l’amore mi ha distrutto, tradimenti e delusioni mi hanno spezzato il cuore, ma io ci credo ancora in questa magia e voglio innamorarmi.
Quello che mi fa male però è che alla gente piace catalogare ed etichettare tutto, anche i gusti sessuali e l’amore. Soprattutto nel settore dell’industria dello spettacolo. Mi sento come se tutti volessero sapere se nel mio letto porto una donna o un uomo. Da quando avevo 13 anni, da quando ho rilasciato le mie prime interviste, fino ad oggi tutti mi hanno sempre chiesto se fossi gay. 
Non avevo delle risposte e mi diverte vedere come ne hanno fatto un caso di stato. Quello che è certo è che nel mio mondo non c’è il nero e il bianco.
Quello che però mi infastidisce è sapere che la gente ha bisogno di etichettare. E’ così importante il sesso della persona della quale io mi innamorerò? 
L’amore è una cosa che non possiamo decidere o controllare, non sappiamo da dove arriverà e come.”
Bellissime parole quelle scritte da Bill Kaulitz dei Tokio Hotel sul sito SheKnows, un articolo nel quale fa coming out dichiarando di non avere preferenze tra uomini e donne.
Proprio come disse esattamente un anno fa Tom Daley, in un mondo ideale non ci sarebbe bisogno di lettere o video per dichiararsi bisex o gay, ma vivendo nel sistema reale e non in una favola, ad oggi i coming out non solo sono apprezzabili, ma sono anche utili alla comunità gay.
Per un personaggio pubblico il discorso assume un valore ancora più importante, fare coming out o almeno non aver problemi a vivere le proprie storie d’amore (gay) sarebbe di grande aiuto alla lotta contro l’omofobia e invece ancora oggi personaggi più o meno famosi si fingono etero e pagano coperture, passando il messaggio che nell’essere gay ci sia qualcosa di cui vergognarsi.
Sono fermamente convinto che se ogni singolo gay/bisex dichiarasse il proprio orientamento sessuale senza problemi ad amici e familiari senza vergognarsi, l’omofobia diventerebbe un brutto ricordo in pochissimi anni.

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