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Cagliari: due ragazzi gay picchiati a sangue e insultati da degli omofobi, nessun passante li aiuta

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Ieri un mio lettore (Alessio Melis) mi ha contattato raccontandomi quello che è successo nella notte tra venerdì e sabato sul lungomare di Quartu a lui e un suo amico.
“Eravamo tra amici, stavamo ballando, indossavamo vestiti semplici, niente di appariscente. Intorno alle 4 del mattino siamo usciti dal locale per prendere una boccata d’aria. Ci siamo seduti su una panchina, poi sono arrivati due ragazzi più grandi e ci hanno insultato pesantemente perché gay, poi ci hanno chiesto di fargli sesso orale. Abbiamo replicato con un pacato e semplice no. A quel punto la risposta deve aver mandato in bestia i due energumeni che, molto probabilmente sotto effetto di droghe pesanti, hanno deciso di prenderci a pugni. Poi i due bulli si sono allontanati con tutta tranquillità camminando come se avessero fatto la cosa più normale del mondo. Ho subito pensato di entrare dentro il locale non solo per avvisare un’amica di quanto fosse appena accaduto, ma soprattutto per prendere del ghiaccio. I buttafuori del Frontemare mi hanno però impedito l’accesso, nonostante fossi visibilmente scosso e soprattutto visibilmente in difficoltà, visto che i pugni appena ricevuti avevano lasciato il segno sul mio volto.”
Quello che però fa ancora più male è che un amico dei due ragazzi ha raccontato a Vistanet di essere stato quasi l’unico a soccorrere Alessio e A.C, i passanti fingevano di non vedere che i due ragazzi erano gonfi e sporchi di sangue.
Ennesimo episodio di omofobia made in Italy che dovrebbe far riflettere su quanto ancora è lunga la strada per arrivare non soltanto ad ottenere gli stessi diritti degli eterosessuali, ma anche per riuscire a vivere senza la costante paura di essere derisi, picchiati o uccisi.

Fonte: Cagliari Vistanet

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