Fabri Fibra Valerio Scanu

Fabri Fibra condannato per diffamazione: aveva offeso Valerio Scanu

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Fabri Fibra Valerio Scanu

Fabri Fibra è stato condannato per diffamazione.
Il rapper – che ha già sborsato 20.000€ come anticipo di risarcimento a Valerio Scanu – è stato trascinato in tribunale dal cantante sardo, che si è sentito offeso dalla canzone A me di te, in cui Fibra appella Scanu con frasi ritenute omofobe da ArciGay.
L’avvocato di Fabri Fibra nel corso del processo ha sostenuto che un linguaggio esplicito e il ricorso a immagini forti sono elementi essenziali del rap e che contribuiscono a determinarne il messaggio.
Di diverso parere i legali di Valerio:
Le espressioni utilizzate dal cantante Fabri Fibra sono diffamatorie in maniera oggettiva, come ha stabilito il giudice. Ed è la prima sentenza in Italia che vede la condanna per diffamazione di un cantante di musica rap. La musica è libertà, ma insultare squallidamente una persona non è musica e non è arte. Ognuno è libero di manifestare liberamente il proprio pensiero, non di offendere e diffamare una persona“.
Dalla sua parte, oltre i legali che agiranno in sede civile per ottenere un pieno risarcimento del danno, anche l’ArciGay: “I rapper, che si rivolgono soprattutto ai ragazzi più giovani, dovrebbero stare attenti a non passare messaggi offensivi e omofobici. L’omofobia nasce dalla non conoscenza e dal non rispetto delle persone. Il tema non nasce di certo con Fabri Fibra. Anni fa, il tema fu sollevato sul caso di un famosissimo rapper statunitense. Il fatto di avere come interlocutori soprattutto studenti minorenni dovrebbe spingere chi canta hip hop a essere consapevole del proprio ruolo sociale, e di conseguenza evitare concetti e linguaggi che possono ferire, o indurre alcuni ad atteggiamenti violenti e discriminatori“.

Ecco il brano incriminato diffamatorio:

Vento in poppa, come un veliero
Vengo in bocca, come a (Valerio)
Che in verità è una donna
A me sta bene, il mondo è vario
Vladimiro era invertito,
un travestito al contrario
“Davvero?” Certo, l’ho visto a Porto Cervo
Esplodevo come a Chernobyl, dopo il suo concerto
Eravamo nel suo camerino a bere vino. Io l’ho spinto in bagno,
lui m’ha detto “In tutti i mari In tutti i laghi, non capisci, mi bagno”
Con una corda l’ho legato sul divano
Lui mi ha detto “Questa corda mi ricorda
Il mio compagno di scuola media
Si chiamava Massimo, chiavava al massimo
Una media alta, mi inculava come i Mass Media”
Gli ho risposto “Complimenti”
Gli ho abbassato i pantaloni
E sotto aveva un tanga e quattro assorbenti
Giù le mutande, liquido fuori da questo glande
Tira su tutto come le canne
Mi sono fatto Valeria Scanner

Sono sicuro che da oggi Fabri Fibra ci penserà due volte, prima di scrivere un dissing contro qualcuno.

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