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"I gay? come i cani e come l'ISIS e i campi di concentramento" – dichiarazioni shock in Senato

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Ieri durante la discussione sul disegno di legge Cirinnà sulle unioni civili e le coppie di fatto alla Commissione Giustizia del Senato della Repubblica si è scatenato l’inferno. 
Al dibattito erano presenti anche le “associazioni in difesa della famiglia” (queste associazioni sono ridicole, come se i gay non fossero figli, fratelli, genitori, cugini o zia e non facessero parte di nessuna famiglia) e proprio alcuni dei rappresentanti di queste associazioni insieme a dei senatori hanno dato il via ad un vero e proprio show dell’assurdo.

Io ho affetto per il mio cane ma che significa?” (Dina Nerozzi, psichiatra, Comitato Articlo 26);

“Il riconoscimento delle coppie gay porterà al riconoscimento di “unioni multiple o tra specie diverse“(Federica Bonomi, Comitato Di mamma ce n’è una sola);

Qualcuno pretende di negare la realtà e piegarla ad una regola astratta, con la stessa logica dei campi di concentramento, ma questo non è possibile. Il riconoscimento della forma matrimoniale con altro nome, previsto dal ddl Cirinnà, tende a distruggere il riconoscimento e l’appoggio sociale ai legami umani, quelli che prendono in conto le differenze e il futuro, come sono i legami familiari originari. Prevalgono istinti di morte. L’Isis non è poi molto diverso” (Mario Binasco, docente di psicologia e psicopatologia dei legami familiari, della sezione italiana dell’Ecole Européenne de Psychanalyse).

Dopo queste dichiarazioni folli alcuni parlamentari del PD hanno deciso di lasciare l’aula. Io invece mi chiedo come sia possibile lasciare che certi individui possano esprimere concetti d’odio simili nel Senato della Repubblica senza essere fermati.
Mentre il 90% degli stati europei hanno da anni leggi che tutelano i loro cittadini gay, in Italia li si paragonano ai cani o all’ISIS.
Mi aspetto che domani qualcuno proponga una legge per la caccia alle streghe.
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