Madonna Glaad

Madonna ai GLAAD Awards 2013 con un discorso pro-gay, eccolo tradotto

Madonna Glaad

E’ passata una settimana esatta dalla partecipazione della Ciccone ai GLAAD Awards 2013 e solo oggi, grazie a Gayoggi.com, abbiamo l’intera traduzione del suo discorso anti omofobia.
Se volete leggerlo per intero, premete “read more”.
Madonna, una donna, un mito.
Stop.

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Avete appena visto un breve filmato tratto dal mio ultimo tour. Forse lo avete visto dal vivo. Forse c’è qualcuno qui in questa sala che lo ha visto dal vivo? Ho ritenuto fosse pertinente mostrarlo questa sera in quanto, per me, illustra il fatto che il bigottismo, l’omofobia, i crimini d’odio, il bullismo e ogni forma di discriminazione sembrano essere sempre una manifestazione di paura verso ciò che non si conosce. La maggior parte delle persone non sono a loro agio con cose o persone che percepiscono come diverse da loro. E ci scommetterei che, se spendessimo del tempo per conoscerci l’un l’altro, portassimo avanti una nostra indagine, guardassimo sotto la superficee delle cose, scopriremmo che, dopo tutto, non siamo così diversi. Ci stiamo anche illudendo del fatto che, con la meraviglia delle tecnologie tra le nostre dita, il mondo stia diventando più unito e vicino, che stia diminuendo la distanza tra un essere umano e l’altro. Da un lato è vero. Ma, dall’altro, non lo è. Penso che stia prendendo il sopravvento proprio l’opposto. Perché una foto non racconta un migliaio di storie, una foto racconta una versione di un migliaio di storie, e questa supposta intimità, che noi riteniamo di star ottenendo, è falsa. Non è meritata. E’ un trucco. Ho creato questo segmento video nel mio spettacolo proprio perché desideravo portare all’attenzione e consapevolezza il fatto che non stiamo spendendo affatto del tempo per conoscerci gli uni gli altri, quando invece ne avremmo bisogno. Se una madre palestinese si sedesse a parlare insieme a una madre israeliana dei propri figli e di quanto amino le proprie famiglie, sentirebbero davvero una tale divisione tra di loro? Se il Presidente Putin si sedesse in una stanza insieme alle Pussy Riot, probabilmente se le vorrebbe sc*pare tutte. Ma, ad ogni modo, se lo facesse, se tenesse un dialogo aperto con loro in merito al loro punto di vista, come giovani donne creative che stanno crescendo nella Russia dei giorni moderni, allora permetterebbe che venissero trascinate in prigione per tre anni? Voglio dire… rifletteteci: è insano! Semplicemente perché loro criticano il governo. E se questo nuovo governo di stampo religioso a San Pietroburgo si sedesse a parlare insieme agli 85 uomini che sono stati arrestati prima e dopo il mio concerto per essere dichiaratamente gay, e gli chiedesse delle loro speranze e dei loro sogni per il futuro, se li ascoltasse davvero, sarebbero ora in prigione? Avrei io ricevuto minacce di morte? Rischierei io una condanna di un milione di dollari per aver supportato apertamente la comunità gay in Russia? E’ così. Non sono qui per tirare acqua al mio mulino. E’ così. Dovete sforzarvi di comprendere ciò perché è così assurdo. Il tutto nel nome di Dio. Ma cosa ha insegnato Gesù? E’ scritto in tutti i libri sacri: ama il tuo prossimo come te stesso. Dunque, non si può usare il nome di Dio o la religione per giustificare atti di violenza, per far del male, per odiare e per discriminare. Penso che abbiate colto il mio punto di vista, e credo che tutti in questa sala siano sulla mia stessa lunghezza d’onda. Ma se ci fosse qualcuno là seduto ancora neutrale – mi auguro si finga neutrale – spero che mi stia ascoltando. Quando penso ai ragazzini qui in America che vengono fatti oggetto di bullismo e torturati, che si tolgono la vita in quanto si sentono soli e giudicati, emarginati, fraintesi, vorrei sedermi e scoppiare a piangere. Sette di questi ragazzini sono stati inclusi nel video che vi ho mostrato. Ho io stessa dei figli adolescenti, e l’idea di loro, o di qualunque persona giovane, che debbano subire questo genere di sofferenza è per me incompresibile. E’ per me un’atrocità. Non posso accettarlo. E non c’è differenza rispetto a un uomo bianco, che, poiché credeva nella supremazia della propria razza, ha impiccato un uomo di colore a un albero prima del movimento dei diritti civili. Capito? Non è diverso. Non c’è differenza rispetto a un talebano che ha sparato a una ragazzina alla testa solo perché scriveva in un blog dell’importanza dell’istruzione. Non è più folle rispetto a un uomo gay iraniano che viene impiccato per essersi innamorato di un uomo. Non so voi, ma io non posso più tollerare questa m*rda. Ecco perché voglio dare il via a una rivoluzione. Siete con me? E’ il 2013 gente. Viviamo in America, la terra della libertà e la casa dei coraggiosi? E’ una domanda, non un’affermazione. Io amo il termine coraggioso. Non lo uso molto spesso. Non conosco molte persone coraggiose. Nella canzone che avete appena sentito (Nobody Knows Me, n.d.r.), canto la seguente frase: ‘è così difficile trovare qualuno d’ammirare’. Questa è la ragione per cui mi trovo qui, per consegnare un riconoscimento a qualcuno che ammiro, per premiare qualcuno che è coraggioso. Qualcuno che ha fatto la differenza nel mondo, promuovendo l’uguaglianza e dando voce alla comunità LGBT. Sono qui per onorare te, Anderson Cooper. Ora potete anche alzarvi in piedi. E’ giunto il momento. Perché Anderson… spostati un po’ perché voglio vedere i tuoi splendidi occhi azzurri. Perché te non hai paura di esporti, ti sei battuto in prima persona per i diritti anche degli altri e affermi: ‘questo è ciò che sono, che vi piaccia o no, che mi amiate o no, ma non mi fermerò mai’. Scusatemi se ho citato nuovamente una frase di una mia canzone (Like It Or Not, n.d.r.), ma a te (Anderson, n.d.r.) piace la mia musica, giusto? Bene. Lo supponevo: ti ho visto in prima fila allo Yankee Stadium, e nel sud della Francia, e al Madison Square Garden… ma non stiamo parlando di questo ora. Anderson, tu sei intelligente, sei meraviglioso, stai benissimo vestito così elegante, sei un giornalista eccellente, hai gli occhi azzurri più belli che io abbia mai visto, e mezz’America è innamorata di te, forse anche di più. Ma il motivo per cui ti adoro è che tu lotti per la libertà e sei coraggioso… e il mondo ha bisogno di più persone come te.”

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