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Napoli: donna transessuale uccisa, i media la chiamano “uomo”

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Il Messaggero, TgCom, Il Secolo X IX e molti altri hanno trattato l’uccisione di una transessuale napoletana nel modo più becero e ignorante di tutti: chiamandola al maschile.
“Un” / “Morto” / “Uomo” / “Ucciso” / le parole più usate, sbeffeggiando la povera donna che nella notte dello scorso week end è stata uccisa all’interno della sua auto.
Non contenti del maschile, i giornalisti hanno avuto addirittura il coraggio di chiamarla con il suo nome di battesimo, senza mai specificare – neanche per sbaglio – che ‘Salvatore’ ha fatto spazio a ‘Simonetta’ da ormai moltissimi anni.
Le persone transessuali devono avere il diritto di essere chiamate con il nome che si scelgono e non umiliate con il nome di battesimo che non le rispecchia più.
Simonetta è morta due volte: in auto due giorni fa e oggi, sui media italiani.

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