omofobia  gay palermo

Palermo: 17enne gay lettore del blog picchiato a sangue da 2 ragazzi omofobi

omofobia  gay palermo
Ieri sera mi ha contattato Ivan, un ragazzo di 17 anni di Palermo che è stato picchiato a sangue da due suoi coetanei solo per il fatto di essere “ricchione”.
Ivan mi ha chiesto di raccontare la sua storia e ha voluto condividere le foto delle ferite sul volto (quelle sul corpo le evito) perché dopo anni dove si è chiuso a riccio per paura degli omofobi, vuole fare la sua parte per nel dimostrare quanto l’omofobia possa ferire, dentro e fuori.
Quanti ragazzini profondamente segnati nello spirito e nel corpo dovranno essere massacrati prima che lo stato decida a fare qualcosa e la chiesa la smetta di etichettare l’omofobia come un’invenzione della lobby gay?
Ecco il suo messaggio:

“E’ successo tutto oggi pomeriggio in zona policlinico/oreto, erano le 17:30 circa, e mi trovavo con la mia amica vicino casa a passeggiare, ero con un’amica e ci stavamo dirigendo verso un posto che chiamiamo “il muretto”, avvicinandoci avevamo notato i soliti ragazzi che spesso mi hanno preso di mira. Arrivati al muretto, uno di questi due ragazzi inizia a parlare con la mia amica, e ad un tratto si gira verso di me e mi dice “che cazzo ci guardi?” E io ovviamente rispondo “niente” e io la mia amica ci siamo messi a camminare per andarcene, e mentre cammino mi sento dare una mazzata di legno in testa, tanto che ho sentito quel rumore fastidioso dentro le orecchie come se qualcosa vibrasse per ore, e dopo un po mentre cercavo di difendermi vedo spuntare un altro, che probabilmente era nascosto, e questi due iniziano a prendermi a calci e a pugni, in tutte le parti del corpo. Io cercavo di difendermi, la mia amica ha cercato di difendermi, ha urlato a squarciagola “Aiuto!” E nessuno si è degnato di far qualcosa ed aiutarci.. Poi mi son caduti occhiali a terra, ed è saltata una lente, dove poi loro hanno preso la lente per graffiarmi l occhio, dove infatti ho un segno ben visibile (ora ti mando le foto). Subito dopo iniziamo a correre ed entro in un panificio, sdrammatizzando cercando di non far capire niente, in condizioni mal ridotte compro una bottiglietta d’acqua per pulirmi, ma la commessa mi chiede cosa mi fosse successo, e le ho raccontato cosa mi era appena successo. Intanto i due omofobi  mi aspettavano fuori il panificio, cercando di finire quello che avevano iniziato, e una signora gentilissima mi ha consolato con qualche parola ed è andata a cazziare questi ragazzi, facendoli andare via. Dopo un po io e la mia amica ci siamo diretti verso casa mia, facendo un tragitto immenso, con la speranza di non incontrare di nuovo quei due. Fortunatamente la mia amica non si è fatta niente, io odio ogni giorno dover uscire e sentirmi dire cose tipo “ricchione, frocio di merda” e quant’altro ci sono stati giorni in cui prendevo sempre scuse per non andare a scuola, per non sentirmi dire queste cose ma adesso la situazione è peggiorata, e il mio corpo ne risente.
Grazie mille Bitchy.”
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