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Rimini: Cuoco gay costretto dal capo ad andare con una prostituta

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“Mi ha costretto ad andare con una prostituta per dimostrargli di non essere gay. Lavoravo in quel ristorante da quasi un mese. La sera del 20 dicembre, chiuso il locale, il titolare mi ha rivolto alcuni epiteti, come ‘ricchione’, ‘omosessuale’, ‘frocio’. Poi mi ha detto: ‘Ci devi dare la prova che non sei finocchio’. Temevo di perdere il posto di lavoro. La prostituta si chiamava Maria, bionda e di origini romene. Lei ha iniziato a praticarmi un rapporto orale. Di tanto in tanto il titolare veniva a vedere cosa stavamo facendo continuando ad umiliarmi: ‘Che schifo, ricchione’. Non provavo alcun piacere e mi sentivo violentato. Mi sono rivestito e sono tornato nella sala dove stavano gli altri. Tutti tranne un dipendente del posto che se n’è andato per lo schifo, si sono anche divertiti a chiedere alla ragazza se ero veramente omosessuale. Lei ha risposto che ero a posto, ‘normale’. Ma loro ribattevano ‘non è vero, è ricchione’”.
Dopo due settimane da questo episodio schifoso Marco, il cuoco, è comunque stato licenziato dietro alle risate dei colleghi.
Leggere di questi episodi mi fa capire quanto ancora ci sia da lavorare contro l’omofobia in Italia, in tutta Italia visto che il ristorante in questione è situato nella civilissima Romagna.
Adesso, dopo la denuncia ai Carabinieri da parte del cuoco, vedremo cosa farà la legge.

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