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Scrittore gay Philippe Ariño: “La chiesa ha ragione, le pratiche gay non sono giustificabili”

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Il sito dei Papaboys ha pubblicato un’intervista a dir poco surreale fatta allo scrittore, blogger e filosofo Philippe Ariño, nella quale nega che esista l’omofobia, invita i gay alla castità.
Philippe è anche tra gli iniziatori di Manif pour Tous, movimento di opposizione al “matrimonio per tutti”.
“Sono cresciuto in una famiglia cattolica, praticante e non ho mai abbandonato la fede. Ho scoperto la mia omosessualità all’età di 10 anni, e fino ai 29 anni non ho consumato rapporti omosessuali. Per due anni, dai 29 ai 31, ho avuto rapporti omosessuali, ma è dal gennaio 2011 che ho smesso e che ho deciso di vivere la castità.”
Philippe parla anche della tanto chiacchierata apertura di Papa Francesco nei confronti dei gay e invita il Papa a sottolineare che non giustifica chi pratica atti omosessuali:
“Benedetto XVI, che per me costituisce l’esperto numero uno in materia di morale sessuale, ha avuto difficoltà e ha sofferto molto. Il nuovo Papa ha fatto un grande passo già ammettendo l’esistenza del desiderio omosessuale. Adesso però deve spiegare bene che non giustifica le pratiche omosessuali.
Il fondo Philippe lo tocca quando dice che il coming out è un atto omofobo e che essere gay significa non riconoscere la diversità dei sessi e quindi avere un rifiuto per l’eterosessualità:
“La vera omofobia è rifiutare la differenza dei sessi da cui ciascuno di noi è nato è omofobia anche il coming out, perché è una caricatura, un atto di violenza nei confronti delle proprie pulsioni sessuali.   L’omofobia nasce dall’atto omosessuale e si vede in tutti i contesti, sia nelle relazioni affettive che negli ambienti della prostituzione. Io non conosco aggressori di persone omosessuali che non siano omosessuali. Almeno 90 miei amici sono stati violentati. Il discorso mediatico ha banalizzato le problematiche dell’omosessualità. È semplicemente ridicolo.
Bisogna ricordare in che cosa consista il comportamento omosessuale. È un rifiuto della differenza dei sessi, mentre l’amore costituisce un’accoglienza delle differenze, quindi non si può dire che rifiutare la differenza dei sessi sia amore. Per amare bisogna riconoscere la diversità, non annullarla. L’atto omosessuale in sé è violento.”
Quando leggo queste cose capisco quanto può essere potente l’indottrinamento della religione e quanto ancora troppe vite di gay siano vissute a metà, rovinate o distrutte completamente.
L’omofobia esiste e Philippe forse non riesce bene a vederla perché c’è proprio in mezzo.

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