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Sergio Urrego: 16enne gay suicidato per colpa della sua scuola cattolica

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Dopo che mi avete chiesto in molti di aumentare il numero di articoli che dedico ai crimini di matrice omofoba ho deciso di darvi ascolto e di vedere per quanto ancora i media italiani continueranno a chiudere gli occhi.
Dopo Joao e Ekaterina, l’omofobia ha fatto la sua nuova vittima: si tratta di Sergio Urrego, un ragazzino colombiano di soli 16 anni che qualche giorno fa si è tolto la vita.
La madre di Sergio punta il dito contro la scuola cattolica che frequentava il figlio, il collegio Castillo Campestre di Bogotà.
Un professore di Sergio aveva scoperto la relazione del ragazzino con un suo compagno di classe e confiscando i cellulari dei due allievi aveva trovato alcune foto che ritraevano i due ragazzi mentre si baciavano.
Le foto sono state divulgate, la scuola ha mandato Sergio e il fidanzato dallo psicologo e ha obbligato i due ragazzi a fare coming out con i genitori.
Sergio ha provato a ritirarsi dall’istituto cattolico, ma la scuola si è rifiutata di rilasciare qualsiasi risultato accademico, così da impedire il trasferimento del ragazzo in altre scuole.
La cosa sconvolgente è che dopo questo calvario, Sergio è stato accusato anche di molestie sessuali da parte di alcuni compagni di scuola e addirittura anche da professori.
Ovviamente tutto questo era un peso troppo grande per le spalle di un sedicenne, che si è suicidato lanciandoli da una terrazza, solo dopo aver scritto sul suo profilo Facebook:”La mia sessualità non è il mio peccato, è il mio paradiso.  Goodbye cruel world I’m leaving you today Goodbye Goodbye Goodbye Goodbye all you people There’s nothing you can say To make me change My mind Goodbye.”
Anche in questo caso la religione ha giocato un ruolo fondamentale e nessuno, nemmeno il famoso e popolarissimo Papa Francesco ha speso due parole per le vittime dell’omofobia causate dal fanatismo e dall’estremismo religioso.
Anche in questo caso probabilmente nessuno pagherà davvero e i media si gireranno dall’altra parte, verso lo spacco di Belen o il topless di qualche ministra.
Riposa in pace piccolo angelo.

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