Scandalo Crans-Montana, Jessica Moretti ha mentito di nuovo | spunta un’accusa inquietante: sono morti

Jessica Moretti è sotto accusa per il rogo di Crans-Montana. Indagini approfondite rivelano nuovi dettagli cruciali e mettono in discussione la sua versione dei fatti. Scopri le ultime rivelazioni.

Scandalo Crans-Montana, Jessica Moretti ha mentito di nuovo | spunta un’accusa inquietante: sono morti

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Jessica Moretti è sotto accusa per il rogo di Crans-Montana. Indagini approfondite rivelano nuovi dettagli cruciali e mettono in discussione la sua versione dei fatti. Scopri le ultime rivelazioni.

Il rogo che la notte di Capodanno ha devastato il locale “Le Constellation” a Crans-Montana, causando la morte di 40 persone e il ferimento di altre 116, ha scosso l’opinione pubblica. Molte delle vittime, giovani travolti dal panico, sono state asfissiate o calpestate in una scena di devastazione inaudita. A distanza di una settimana dalla tragedia, gli investigatori svizzeri stanno lavorando incessantemente per ricostruire ogni singolo momento di quella notte fatale. Il loro principale strumento di indagine? Decine di video, acquisiti sia dalle telecamere di sorveglianza che, in modo cruciale, dai telefoni cellulari dei partecipanti. Queste immagini, inizialmente criticate perché riprendevano il dramma anziché aiutare, si sono rivelate prove fondamentali.

Affidate a team di esperti provenienti dall’Università di Losanna, dall’Istituto di polizia svizzero e dall’Istituto forense di Zurigo, queste registrazioni potrebbero radicalmente modificare l’intera inchiesta, coordinata da un team di quattro procuratrici cantonali. La posta in gioco è alta: il quadro delle responsabilità potrebbe trasformarsi da colpa colposa a dolo eventuale, un’accusa che prevede pene detentive fino a vent’anni, cambiando completamente la prospettiva legale per i proprietari del locale, Jacques e Jessica Moretti.

Le prove incriminanti dai video

Le prove incriminanti dai video

Fotogrammi chiave: le prove incriminanti dai video.

 

Le registrazioni analizzate dagli investigatori non solo mostrano lo svolgersi della tragedia, ma gettano luce su una preesistente consapevolezza dei rischi da parte dei gestori. Un video datato Capodanno 2020 immortala bottiglie con candele pirotecniche sollevate pericolosamente verso il soffitto fonoassorbente e infiammabile. In quel filmato, si sente chiaramente uno membro dello staff urlare: “Attenzione alla schiuma!“, un’indicazione inequivocabile che i proprietari, Jacques e Jessica Moretti, erano a conoscenza della potenziale pericolosità del materiale da anni, senza che fosse adottata alcuna misura correttiva.

Altre riprese documentano l’istante esatto dell’innesco dell’incendio quella tragica notte. Si vede una cameriera, con casco, sulle spalle di un ragazzo, che solleva una bottiglia luminosa. Il contatto ravvicinato con il soffitto scatena le prime fiamme, un dettaglio agghiacciante che svela la dinamica iniziale. Successivamente, immagini mostrano giovani che uniscono le candele, quasi a creare un “falò”, mentre un ragazzino tenta invano di spegnere il fuoco con mezzi rudimentali.

Ciò che emerge con forza dalle prove visive è anche l’assoluta mancanza di interventi da parte del personale del locale. Nelle riprese non si vede traccia di estintori in uso, né di tentativi di spegnere la musica, accendere le luci di emergenza o fornire indicazioni chiare sulle uscite di sicurezza. Il “flashover”, la repentina propagazione totale dell’incendio, si è verificato in pochi minuti, trasformando il locale in una trappola mortale.

Jessica Moretti: fuga, cassa e la menzogna sulle ferite

Al centro dell’attenzione degli inquirenti vi è in particolare Jessica Moretti, comproprietaria del “Le Constellation” e presente la notte della tragedia. La sua condotta durante l’emergenza è sotto esame rigoroso. Numerosi testimoni l’accusano di essere fuggita dal locale subito dopo l’inizio dell’incendio, sollevando il grave sospetto che potesse aver portato con sé la cassa. Un’accusa che, se confermata, aggraverebbe ulteriormente la sua posizione legale e morale.

A rendere ancora più complessa la situazione di Jessica Moretti sono le sue stesse dichiarazioni sulle ferite riportate. Lei afferma di aver subito ustioni lievi, ma finora non ha presentato alcun certificato medico che possa comprovare tali lesioni. Questa assenza di documentazione ha alimentato il forte dubbio tra gli investigatori: c’è chi è convinto che la Moretti possa aver deliberatamente mentito sulle presunte ferite, forse per sviare l’attenzione o per giustificare la sua repentina assenza dal luogo del disastro. I video acquisiti saranno cruciali anche per verificare la veridicità di queste affermazioni, confrontando le sue dichiarazioni con la realtà dei fatti registrati.

L’indagine, però, non si ferma solo alla notte del rogo. Le stesse registrazioni serviranno a valutare attentamente le omissioni nei soccorsi e i controlli, o la loro mancanza, in altri locali gestiti dalla coppia Moretti. Il vasto materiale video, ormai soprannominato il “documentario del disastro”, promette di ridisegnare completamente il quadro delle responsabilità, portando alla luce ogni aspetto nascosto di questa terribile vicenda e garantendo che giustizia sia fatta per le vittime e le loro famiglie.