Garlasco, i pm hanno individuato il punto che stravolge Sempio | L’elemento chiave è nelle carte: siamo alla fine
Il caso Garlasco si riapre: il momento del consumo di un Estathé con DNA di Stasi è ora la chiave. Potrebbe rivelare la sua presenza sulla scena del delitto la mattina dell’omicidio. Un dettaglio cruciale.
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Le nuove analisi e le prove emergenti
L’attuale incidente probatorio ha permesso per la prima volta di analizzare gli oggetti contenuti nella spazzatura, un’indagine che all’epoca dei fatti non fu ritenuta necessaria dagli inquirenti, forse perché si escludeva che l’assassino potesse aver avuto contatti con i rifiuti. Le analisi più recenti hanno portato alla luce otto impronte digitali: sei su un sacchetto di cereali, probabilmente utilizzati da Chiara per la colazione, e due direttamente sul sacco dell’immondizia. Curiosamente, nessuna impronta è stata trovata sull’Estathé o sulla confezione di biscotti.
Ma è proprio il barattolo di Estathé l’elemento più delicato e significativo. Sulla cannuccia è stato infatti rinvenuto il DNA di Alberto Stasi, una prova incontrovertibile del suo consumo. Tuttavia, il momento esatto in cui la bevanda è stata assunta rimane avvolto nel mistero. Questo dettaglio è di importanza capitale: se l’Estathé fosse stato bevuto la sera prima, la versione di Stasi di essere tornato a casa dopo cena non verrebbe smentita. Se invece il consumo risalisse alla mattina del 13 agosto, Stasi si sarebbe trovato nella casa di Chiara pochi minuti prima del delitto, rendendo superflue le ipotesi su un altro possibile assassino e ribaltando lo scenario investigativo.

Scenari a confronto e prospettive legali
Le diverse interpretazioni temporali del consumo dell’Estathé aprono due scenari diametralmente opposti. Secondo i legali della famiglia Poggi, i nuovi elementi non farebbero altro che rafforzare l’ipotesi che Stasi abbia fatto colazione con Chiara la mattina stessa dell’omicidio. Questo scenario implicherebbe una sua presenza nella casa al momento cruciale, un’eventualità che metterebbe in seria difficoltà la sua difesa e rafforzerebbe l’impianto accusatorio che lo ha già visto condannato.
D’altra parte, la difesa di Alberto Stasi, rappresentata dall’avvocata Giada Bocellari, mantiene una linea più prudente. Ha sottolineato che la presenza del DNA di entrambi i fidanzati, Stasi e Poggi, era del tutto attesa e che solo il ritrovamento di tracce di terzi avrebbe avuto un reale peso investigativo. Questa posizione evidenzia come la questione del timing sia l’unica vera incognita che potrebbe alterare gli equilibri. La soluzione del “quando” l’Estathé è stato consumato non è solo un dettaglio marginale, ma rappresenta il fulcro su cui le indagini attuali, in particolare quelle relative ad Andrea Sempio, potrebbero definitivamente chiudersi o prendere una direzione completamente inaspettata. Il Garlasco continua a celare i suoi segreti, in attesa che un semplice bicchiere possa svelare la verità definitiva.
