Achille Lauro spiega il senso delle sue performance: “È un inno alla libertà di essere ciò che ci si sente di essere”

10 Febbraio, 2020 di Fabiano Minacci

Achille Lauro è stato sicuramente uno dei protagonisti di questo Sanremo 2020, le sue performance hanno diviso il pubblico e puntato i riflettori su di lui. Applausi e fischi, a molti italiani è bastato un costumino glitterato per gridare allo scandalo (cosa avrebbero detto se qualcuno si fosse presentato all’Ariston vestito di carne come Gaga ai VMA?). Ma dietro alla meravigliosa cappa di Gucci e al parruccone di Elisabetta I c’era un messaggio abbastanza chiaro ed Achille l’ha spiegato in una lettera pubblicata ieri sui suoi account.

“Ho sempre contaminato un genere con l’altro cercando di inventare musica non catalogabile ed impossibile da etichettare.
Un anno fa ho iniziato ad immaginare la mia musica in modo diverso:
volevo creare una performance artistica che suscitasse emozioni forti, intense e contrastanti, qualcosa che in pochi minuti fosse in una continua evoluzione visiva ed emotiva.
Un piece teatrale lunga 4 minuti.
“Me ne frego” è un inno alla libertà sul palco più istituzionale d’Italia.
La mia speranza è che potesse scuotere gli animi degli insicuri e le certezze di chi é fermo sulle sue certezze, perché è sempre fuori dalla “zona comfort” il posto in cui accadono i miracoli.
Me ne frego é un inno alla libertà di essere ciò che ci si sente di essere. Me ne frego, vado avanti, vivo, faccio: questo è il messaggio che ho voluto dare con la canzone, è questo e il senso vero della scelta dei personaggi che io, il mio coodirettore creativo Nicoló Cerioni e il mio manager&Responsabile progetto Angelo Calculli abbiamo pensato di portare sul palco dell’Ariston. – ha continuato Achille Lauro – Menefreghisti positivi, uomini e donne liberi da qualsiasi logica di potere personale.
Un Santo che se ne è fregato della ricchezza e ha scelto la “libera” povertà, un cantante che se n’è fregato dei generi e delle classificazioni sessiste, una Marchesa che a dispetto del suo benessere ha scelto di vivere lei stessa come un’opera d’arte, diventando una mecenate fino a morire in povertà e una regina che ha scelto la morte, evitando di curarsi abdicando, pur di restare li a proteggere e vivere per il suo popolo.
La condizione essenziale per essere umani è essere liberi”.

Amen.

 

 

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