Alfonso Signorini parla di coming out e fa i nomi di 6 vip “fluidi”

Novembre 28, 2019 di Fabiano Minacci

Durante la prima puntata della nuova edizione de La Repubblica delle Donne Piero Chiambretti ha voluto commentare con Alfonso Signorini la copertina di Chi con Gabriel Garko come protagonista.

“A proposito di Garko c’è una parola che a noi sta a cuore ed è ‘fluido’. Gabriel in questa intervista dice e non dice molte cose“.

Alfonso Signorini ha preso la parola ed ha parlato dell’attore di Senso 45 e anche di vip che sarebbero fluidi.

 “Gabriel dice una cosa molto importante. Dice che vorrebbe vivere in un paese dove non ci sia bisogno di dichiarare con chi si va a letto. Io ho fatto coming out 20 anni fa e mi ricordo che sono stato sommerso dalle lettere di persone che si sono sentite confortate da questo gesto. Oggi però la situazione è leggermente cambiata, c’è meno pregiudizio e c’è più consapevolezza. Non mi piace che ci sia da parte di intervistatori questa curiosità morbosa ‘allora sei gay? non sei gay?’. Cioè tutto sommato uno nel suo letto può fare quello che vuole. Hai visto mai un etero che va in copertina a dire ‘sono etero’? Allora forse c’è una certa discriminazione.

Il concetto di fluido è contemporaneo. Ci sono degli artisti di cui si è parlato molto sul loro orientamento sessuale, che volutamente non si sono mai pronunciati in un verso o nell’altro. Questi sono i cosiddetti fluidi. Chi sono? Oltre a Garko io penso a Mahmood. Ma anche Mengoni, che non ha mai fatto cenno sul suo orientamento. Poi penso a Renato Zero, Roberto Bolle e Gianna Nannini.”

Dopo il discorso di Alfonso Signorini è intervenuto Malgioglio ed ha detto che essere gay è una fortuna.

“Bisogna chiamare un zingara e chiederle ‘è gay questo? Oppure non è gay?’ Coisì noi scopriremo tutto Alfonso. Amore essere gay è una grande fortuna, è bellissimo”.

Il direttore di Chi non era d’accordo con Cristiano ed ha spiegato le sue ragioni.

“Ma ormai non c’è più nulla da scoprire. No, allora ti dico questo. Io sono orgoglioso di essere gay. Non lo nascondo e non l’ho fatto in passato. Dire che è una fortuna in un contesto sociale come il nostro è azzardato. No, non direi fortuna. Non è una fortuna, si soffre ancora, eccome se si soffre. Quando vedi risatine, gomitate, quando ti apostrofano dietro le spalle, sono cose che ti fanno male. Poi cresci e ti rafforzi, ma che ad oggi sia una fortuna essere gay, anche no”.

Perfettamente d’accordo con Signorini, essere un membro della comunità LGBT nel 2019 non è una fortuna. Ma appunto per questo motivo sono anche convinto che ci sia ancora bisogno dei coming out (soprattutto quelli celebri), dei Pride e di mostrare l’amore a 360° senza nasconderci dietro al paravento del ‘voglio tenere la mia vita privata per me, non importa con chi vado a letto‘. Effettivamente nessuno chiede agli etero di fare coming out, ma è anche vero che i vip eterosessuali non si fanno problemi ad uscire in centro con i propri partner o a parlare dei loro mariti, delle mogli o delle fidanzate nelle interviste. Solo i fluidi tengono così tanto al loro privato? Non è forse questa una ghettizzazione e una forma di discriminazione?

 

Alfonso Signorini ha anche commentato il caso di Vittorio Feltri e dell’uso in tv di termini omofobi.

“A me che mi chiamino fr**io o ricchi**e non mi interessa. Mi disturberebbe di più se mi dicessero che non ho cervello. C’è un però, che quando ero adolescente e mi sentivo apostrofare come ricchi**e per la strada i miei pianti me li sono fatti. Bisogna sempre prendere in considerazione che le parole possono ferire, eccome se possono ferire. Quindi io starei molto prudente ad usarle con questa superficialità”.

 

 

 

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