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Barbara d’Urso furiosa contro l’omofobia: “L’importanza di fare coming out” (VIDEO)

Oggi a Pomeriggio 5 Barbara d’Urso ha dedicato uno spazio al caso di “Andrea” il ragazzino di San Sperate picchiato da un branco di omofobi perché gay.
Un ragazzo si è finto omosessuale e in una chat (forse Grindr) ha adescato “Andrea”, fingendosi interessato a conoscerlo. Purtroppo al momento dell’incontro “Andrea” si è trovato davanti 20 idioti che hanno iniziato ad insultarlo e due di loro l’hanno aggredito.

Del caso si è occupato anche il sindaco di San Sperate.

Alla fine del servizio Barbara ha replicato a chi continua a dire che fare coming out non sia utile.

“A questi ragazzetti vorrei dire che non è così che dimostrano la loro virilità, anzi. Nel 2019 ancora stiamo parlando di omofobia? Ancora dobbiamo parlare di questo? E poi c’è chi dice che è inutile come ha fatto Marco Carta, venire in tv e raccontare con orgoglio la propria omosessualità. Per dire alla famiglie che bisogna amare, perché siamo tutti uguali. Ancora c’è chi dice che non bisogna dirlo in televisione. Certo che bisogna dirlo in televisione, perché ci sono questi che picchiano e insultano un ragazzo perché è gay. Ciao”.

Amatela, odiatela, apprezzate i suoi programmi o non guardateli, ma diamo a Cesare quello che è di Cesare. Barbara è senza ombra di dubbio il personaggio televisivo che dedica più tempo alla lotta all’omofobia e per quanto riguarda i coming out ha ragione da vendere.
In un mondo perfetto (o anche solo civile) i coming out, i locali LGBT e i Pride non avrebbero senso, ma purtroppo viviamo in una società dove sin da piccoli gli omosessuali subiscono qualsiasi tipo di discriminazione e rivendicare con orgoglio la nostra natura è l’arma più potente che abbiamo a disposizione.

Io lo ripeto da anni, se tutti i membri della comunità LGBT facessero coming out in famiglia (e sui media se vip) e con gli amici, l’omofobia avrebbe i giorni contati. Conosco personalmente decine di persone che in passato sono state omofobe e una volta scoperta l’omosessualità del proprio figlio, fratello, cugino o migliore amico, sono guarite da questa orrenda malattia.
Quindi grazie Tiziano , Marco, Tom, Gus, Coloton e tutti i ragazzi che sono usciti allo scoperto, aiutando loro stessi e tutti noi.

 

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