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Britney Spears, la sua casa discografica la insulta: “É una pazza” – parla il regista Joseph Kahn

Il famoso regista Joseph Kahn non ha peli sulla lingua e non si è mai fatto problemi a puntare il dito contro artisti e produttori del mondo della musica. Questa volta il regista di Toxic ha sganciato una bomba sulla casa discografica di Britney Spears. Joseph ha raccontato che prima di girare Womanizer ha chiesto un budget più alto, ma ha aggiunto che si è sentito rispondere: “Perché dovremmo spendere soldi per una pazza?

“Mi hanno dato solo due giorni per registrare Womanizer. Quando ho chiesto più budget, quelli dell’etichetta mi hanno detto “perché dovremmo dare più soldi a una persona pazza?” Non avevano grandi speranze. Ma ho messo tutto ciò che potevo in quel progetto. Volevo davvero vedere Britney tornare alla grande. La canzone è arrivata alla numero 1.”

Ma che professionisti questi signori della casa discografica.

 

Joseph Kahn non è l’unico regista ad aver fatto rivelazioni sconcertanti su chi lavora con Britney Spears. Ecco le dichiarazioni di David LaChapelle.

“Perché mi sono alzato in piedi a parlare? Perché ho assistito a una brutta scena. Mi ricordo che per me è stata una doccia fredda aver ascoltato Larry Rudolph, in una riunione a porte chiuse. Mi è sembrato un opportunista. Sappiate che io non ho nulla da perdere o guadagnare da questa situazione. Io vedo lei come una persona che è stata usata da sempre. Lei si è sempre mostrata infelice, spaventata e sola.
Lei è stata trascinata a questo livello da persone avide. Il mio cuore adesso è per lei. Così come sono sempre stato toccato dalle storie di Amy o MJ, persone che adoriamo, ma che hanno sofferto troppo. Persone avide e molte bugie sono i colpevoli. #FreeBritney

Trovo molto sospetto che il video sia finito on line mentre Britney era assente.
Il video non è stato pubblicato perché a Britney non piaceva. La sua voce come artista dovrebbe essere rispettata. L’unica direzione che Britney mi ha dato per questo video era quella di apparire dentro ad una gabbia. All’epoca non capivo perché voleva essere filmata in una gabbia. All’inizio ho immaginato di filmarla come una tigre, ma guardando indietro sembra che lei volesse comunicare che era in prigione. Per tutti i membri del mio team, almeno, potremmo dire che qualcosa non andava…

Guardandomi indietro, a me sembra che queste cose siano state dei gridi disperati di aiuto, che lei voleva comunicare attraverso i suoi video.

Conosco Britney da quando aveva 17 anni. Ho girato la sua prima cover per Rolling stone, è stata scattata in Louisiana nella sua casa di famiglia, piena dei suoi trofei. Potrei dire che anche allora c’era qualcosa che non andava. Contro l’avidità e le bugie, David LaChapelle.”

 

 

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