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Cagliari: ragazzo gay aggredito da 3 omofobi su un bus e nessuno dei presenti fa nulla

Un mese fa Marco è stato aggredito su un tram a Milano e in quel caso solo uno dei tanti passeggeri ha fatto qualcosa, qualche giorno fa è successa una cosa molto simile in pieno centro a Cagliari.
Gabriele Bergamin ha scritto sul suo profilo Facebook di essere stato insultato, minacciato ed aggredito da 3 sconosciuti, che l’hanno raggiunto all’interno di un bus, l’hanno spinto, gli hanno sputato in faccia e l’hanno preso per il collo. Questo solo perché Gabriele è gay. Nessuno dei presenti ha fatto nulla, addirittura – racconta Gabriele – nessuno ha guardato la scena.

“Sabato 3 agosto, alle 20.20 circa, presso piazza Matteotti a Cagliari ho subito un aggressione da parte di tre ragazzi mai visti prima. È iniziata con i soliti insulti omofobi davanti all’uscita della stazione arst, ed è purtroppo proseguita in qualcosa di più. I tre mi hanno seguito fino alla fermata capolinea dell’M, sul quale sono salito credendo di essere al sicuro. Dopo essersi avvicinati alla portina del mezzo i tre hanno cominciato a minacciarmi. A quel punto, capendo che la situazione avrebbe potuto prendere una brutta piega, ho chiamato la polizia con l’intenzione di spaventarli. Ho ottenuto esattamente l’opposto. Sono stato spinto più volte, mi sono state messe le mani nel collo e spinto all’indietro, ho ricevuto sputi sul viso e sulla maglietta e mi è stato rubato il tabacco che avevo in tasca, fin quando il pullman non è partito e i tre, per fortuna, sono rimasti fuori.
Tutto è avvenuto davanti alle tante persone sopra e fuori dal mezzo. Nessuno è intervenuto, in nessun modo. In realtà nessuno ha neanche guardato.
Io sto bene, non ho riportato alcun danno fisico, ma non si può dire lo stesso del dolore psicologico che questo mi ha causato. In vita mia non mi sono mai sentito tanto ferito e umiliato come in quel momento e senza che io avessi alcuna colpa. Non smetto di pensarci nemmeno un attimo da quando è successo. Fa veramente tanto male sapere di essere un continuo bersaglio dell’ignoranza e della cattiveria nel momento in cui trovi semplicemente il coraggio di essere esattamente te stesso, senza filtri.
Sono estremamente stanco di dover combattere costantemente per avere rispetto da chiunque indipendentemente dal mio modo di essere o vestirmi. Sono estremamente stanco dalla costante insicurezza nel camminare in strada con il mio ragazzo. Sono estremamente stanco di qualsiasi azione omofoba o discriminatoria, dalle semplici frasi fino alle vere e proprie aggressioni fisiche.”

Quello che Gabriele ha raccontato, in realtà succede quotidianamente a tanti altri ragazzi come noi. Purtroppo non possiamo sperare che questo governo faccia qualcosa, quindi non ci resta che resistere e farci sentire (magari anche nelle cabine elettorali la prossima volta). Ricordatevi che per i fan del food blogger/dj che abbiamo al governo non siamo persone, ma fr*ci.

 

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