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C’è Posta Per Te finisce in dramma: lei chiude la busta e lui accoltella il nuovo fidanzato – condannato per tentato omicidio

Ennesimo caso di cronaca che si intreccia ad un programma mariano. Dopo la condanna a 20 anni di carcere per un ballerino di Amici, adesso quella per tentato omicidio di un protagonista di C’è Posta Per Te.
Tre anni fa Emanuele Colurcio (22enne all’epoca dei fatti) ha cercato di riconquistare la sua fidanzata partecipando allo show di Maria De Filippi. La ragazza però non ha voluto sentire ragioni ed ha chiuso la busta.

Emanuele non ha mandato giù il fatto di essere stato respinto e per questo motivo ha accoltellato il nuovo fidanzato della ragazza. La vittima ha riportato gravi lesioni all’addome. Colurcio è stato accusato di tentato omicidio, di porto illegale del coltello e atti persecutori sulla ex, tra le aggravanti i motivi abietti e futili. In primo grado l’aggressore si è beccato una condanna a 14 anni.

L’avvocato Andrea Scardamagno ha presentato ricorso in Cassazione e la sentenza è stata annullata sull’aggravante dei motivi abietti e futili. Ieri infatti la condanna definitiva è stata ridotta da 14 a 8 anni, per tentato omicidio premeditato.

All’epoca dei fatti è stato Il Fatto Quotidiano tra i primi a lanciare la notizia, raccontando nei dettagli la furia di Emanuele dopo il no a C’è Posta Per Te.

“Alessia sta frequentando un altro ragazzo, il ventitreenne Domenico, e i due ragazzi decidono di passare la serata in un locale della movida di Chiaia, a Napoli. A pedinarli fin da quando sono partiti, c’è Emanuele, ma loro non lo sanno. Il ragazzo è furioso, accecato dalla gelosia, e ha deciso di affrontare la sua ex fidanzata e la sua nuova fiamma. Un litigio come tanti, roba normale tra ventenni, se non fosse che l’ossessivo Emanuele trasforma il diverbio in aggressione violenta: estrae un coltello e colpisce il ventre del rivale. – si legge su Il Fatto Quotidiano – 

Ora Domenico è ricoverato all’Ospedale Loreto Mare in gravi condizioni, con il tessuto intestinale intaccato dal fendente. Emanuele, invece, è finito dritto a Poggioreale, arrestato quasi immediatamente dalle forze dell’ordine perché, subito dopo l’aggressione, non era riuscito a frenare l’ossessiva gelosia e aveva cominciato a minacciare via messaggi la povera Alessia: “Farò anche a te quello che ho fatto a lui”. Intercettato, scovato e arrestato: fine della storia.”

 

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