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Chiamami Col Tuo Nome proiettato a Napoli, il pubblico reagisce malissimo e scatta l’omofobia

Qualche giorno fa Erberto e Kikko sono andati a vedere una proiezione all’aperto a Napoli di Chiamami Col Tuo Nome. Purtroppo l’esperienza dei due ragazzi è stata rovinata dal pubblico che ha reagito malissimo al film. Frasi omofobe, risate e offese, questo era il clima.
Questi idioti si meritano solo…

“Ho voglia di dirvi alcune cose, riguardo alle reazioni di alcune persone, su un film che ho visto 2 giorni fa, e che mi ha lasciato tanto, ma davvero tanto da raccontare, e soprattutto su cui riflettere.

Il film in questione è “Chiamami col tuo nome”.

Mi dilungherò parecchio, ve ne sarei grato se lo leggeste fino alla fine.

Andiamo in questo cinema, precisamente a San Sebastiano, all’aperto. Tutto bellissimo, tutto meraviglioso.
Ci sediamo tra un pubblico misto di bambini, adolescenti, ragazzi e famiglie. Conoscendo io il trailer del film, e la relativa trama, ho dato per scontato che anche gli altri fossero a conoscenza del tema di cui trattasse.
Il film è ambientato nell’Italia dell’82, quindi stiamo parlando della bellezza di 36 anni fa. La storia riguarda la breve favola d’amore vissuta da due studenti uomini, uno di 17, l’altro ne avrà avuti 25-26. Quindi si parla di omosessualità, più precisamente di omosessualità nell’82, quindi immaginate quanti tabù all’epoca ci fossero.
Le scene del film sono meravigliose, raccontano in pieno tutto ciò che ognuno di noi, etero o omosessuale che sia, almeno una volta nella vita ha vissuto. Che si parli di sesso, di scoppio di ormoni, di sentimenti, tutto ciò che abbiamo provato sulla nostra pelle. Tutto tranquillo finchè, ad un certo punto, questi due protagonisti si sfiorano, e si baciano, essendo un film D’AMORE era comprensibile no una scena del genere?Mah vabbè, qualcuno l’avrà rimossa questa possibilità. A quel punto iniziò il mio disgusto più profondo. Ho visto famiglie intere alzarsi dalle proprie sedie e andarsene perchè quello “non si poteva vedere”, “non era normale”. Ho sentito più e più volte il commento “che schifo” da parte di tantissime persone li presenti. I ragazzini adolescenti che ad ogni scena ridevano di disgusto e continuavano con la classica frase “oooh chi schif”. Ho sentito persone alla fine del film, ragazzi della mia età, quindi 30 anni, dichiarare “io sono rimasto fino alla fine solo per vedere dove volevano arrivare”.
Io veramente sono rimasto senza parole, ferito nell’anima. Il film, ripeto, è ambientato nell’82, dove la conoscenza era minore rispetto ad oggi, ma il regista ha creato due genitori ESEMPLARI, facendo abbattere tutti i tabù che all’epoca c’erano, e che, con immenso dispiacere, vedo moltiplicarsi nel 2018.
Io vorrei dire a tutte le persone che ieri si sono sentite “toccate” da questo film, che se un bambino di 9 anni si suicida, se ragazzini gay vengono massacrati di botte per strada, è solo ed esclusivamente colpa vostra!!. Non siete in grado di educare i vostri figli a vedere l’amore in quelle scene, e non 2 uomini che si baciano!. Siete vergognosi, se solo voi vi foste fermati un attimo ad ascoltare le parole che la madre e il padre di Elliot, 17enne, dicono al proprio figlio sofferente d’amore, magari a quest’ora, in 36 anni, il mondo avrebbe fatto qualche passo avanti, e voi invece, avreste imparato qualcosa a riguardo.
Non c’è stata NESSUNA, e ripeto, NESSUNA persona che abbia commentato in maniera positiva. Ho sentito parlare anche di psichiatria, certo, ora è di moda col Papa, quindi potrebbe essere una soluzione per voi.
Siete davvero la tristezza più assurda, mi sono sentito così impotente di fronte a tutto quel disgusto, che non sono riuscito ad aprire bocca e zittirli. Mettetevi in testa che l’amore omosessuale ESISTE, e che non sarete mai nessuno per decidere cosa è giusto e cosa è diverso dalla normalità. Perchè di normalità, proprio voi, non potete parlarne.
La sconfitta più grande è che nell’82 “l’ignoranza” verso questa tematica era forte, per via della poca informazione, o per la paura di una società rigida, ed era LEGGERMENTE comprensibile.
Nel 2018 non si può accettare tutta questa pochezza d’anima. 36 anni senza capire un emerito cazz*, nonostante la grandissima informazione che c’è a riguardo.

L’omofobia siete voi.
Vergognatevi.
Di tutto ciò che siete.

Ringrazio tutte le persone che hanno letto per intero il post. Il mio intento era quello di mandare un messaggio, e si sa, Facebook è un potente mezzo con cui farlo.
Se siete d’accordo con ciò che ho scritto, ne sarei ben felice se, col vostro aiuto, condivideste il più possibile, e magari chissà, riusciamo a far riflettere qualche persona che ancora ha difficoltà a vedere l’amore “etichettato” in pubblico.”

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