La conduttrice egiziana Hala Samir vuole lo sterminio dei gay: “Gli omosessuali devono essere uccisi, bruciati vivi o lapidati”

29 Giugno, 2020 di Anthony Festa

La conduttrice egiziana Hala Samir nel suo programma Watan Tv ha incitato allo sterminio dei gay. Sul canale dei Fratelli Musulmani egiziani (trasmesso dalla Turchia) la donna ha ricordato che il civilissimo Maometto era in disaccordo con i suoi compagni sul metodo per uccidere gli omosessuali, ma che tutti concordavano sul fatto che dovessero essere ammazzati sia gli attivi che i passivi.

“Il profeta Muhammad ha detto: ‘Se trovi uomini impegnati in un atto omosessuale – uccidi quello attivo come quello passivo’. Ibn Abbas ha citato il profeta Maometto dicendo: ‘Se trovate uomini impegnati in un atto omosessuale – uccidi quello attivo e quello passivo’. Non iniziare a chiedere: ‘Sei attivo o passivo?’ Uccidi entrambi.

I compagni del profeta Maometto concordarono all’unanimità che gli omosessuali dovevano essere uccisi, ma avevano disaccordi sul metodo di uccidere.

Alcuni hanno detto che dovrebbero essere bruciati vivi. Era il Califfo Ali. Abu Bakr che ha sostenuto questa sentenza. Altri hanno detto che dovrebbero essere gettati giù da un posto alto e questo dovrebbe essere seguito dalla lapidazione. Eppure altri hanno detto che dovrebbero essere lapidati a morte. Sia Ali che Ibn Abbas sono d’accordo su questo.

Per quanto riguarda le ragazze – la gente chiede se la stessa sentenza si applica alle lesbiche. Gli studiosi islamici hanno detto, all’unanimità, che il lesbismo è proibito.

Alcune di loro dicono: ‘Io non sono omosessuale, sono gay.’ Vogliono che suoni bello. No! Sei un omosessuale, una sodomita e una lesbica”.

Ankara spera di entrare in Europa da più di 50 anni e anche lo scorso gennaio la Turchia ha chiesto all’Unione Europea di rivedere le sue politiche di allargamento. Mi auguro vivamente che questo non accada, almeno fino a che questo paese continuerà a supportare, finanziare e proteggere organizzazioni come quella dei Fratelli Musulmani o a discriminare l’intera comunità LGBT (sappiamo tutti quello che succede durante i Pride in Turchia).

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