Decisione obbligata contro Fabrizio Corona, si prepara il terreno giudiziario | Dall’alto partono le verifiche
L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha preso una decisione storica su Fabrizio Corona e il suo canale ‘Falsissimo’. Cosa sta succedendo dietro le quinte?
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Al centro di questo vortice mediatico, ancora una volta, emerge il nome di Fabrizio Corona e il suo progetto web “Falsissimo”. Quello che in superficie poteva apparire come un semplice format di intrattenimento, si è trasformato in una questione ben più delicata e complessa, attirando l’attenzione di chi ha il compito di vigilare sulla correttezza e la deontologia del giornalismo e dei contenuti online.
Negli ultimi giorni, un’aria di attesa e tensione palpabile ha iniziato a circolare negli ambienti mediatici, suggerendo che qualcosa di ben più grande e istituzionale si stesse muovendo dietro le quinte. Le voci si sono rincorse, i segnali sono diventati sempre più chiari: le azioni di “Falsissimo” non sono passate inosservate. Si preannuncia un intervento che potrebbe ridefinire i contorni dell’informazione web, un segnale forte che indica come il confine tra l’intrattenimento e la responsabilità editoriale sia ormai sotto scrutinio attento.
Verifiche mirate e il peso delle segnalazioni

Agcom: verifiche mirate e il ruolo chiave delle segnalazioni.
È stato l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom) a rompere il silenzio, annunciando l’avvio di una serie di verifiche approfondite sul canale web “Falsissimo”. La decisione del Consiglio non è un fulmine a ciel sereno, ma si inserisce in un percorso già avviato dall’Autorità per arginare quelle derive etiche che spesso caratterizzano la produzione di contenuti sulle piattaforme digitali. L’obiettivo è chiaro: garantire che anche nel dinamico e meno regolamentato mondo del web vengano rispettati i principi di informazione corretta e responsabile.
Alla base di questo intervento vi sono numerose segnalazioni, molte delle quali provenienti da voci autorevoli del settore: l’Ordine dei Giornalisti e la Federazione Nazionale della Stampa Italiana (Fnsi). Entrambe le sigle professionali hanno espresso forte preoccupazione per le modalità con cui alcune notizie, specie quelle più sensibili, sono state gestite e veicolate tramite “Falsissimo”, sollevando il dubbio di possibili violazioni delle norme deontologiche. L’Agcom, con una nota ufficiale, ha confermato di aver dato mandato agli uffici di “verificare eventuali profili di competenza”, richiamando esplicitamente la delibera n.7/24/Cons, che delinea le linee guida per gli influencer e il relativo Codice di condotta. Questo rappresenta un passaggio chiave, poiché tenta di estendere le responsabilità editoriali anche a figure e piattaforme fino ad ora percepite come meno inquadrabili legalmente.
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L’attenzione dell’Agcom, tuttavia, non si limita al caso “Falsissimo”, ma si estende anche alla televisione generalista, in particolare per la gestione di casi di cronaca nera di grande impatto emotivo. L’Autorità intende approfondire le modalità di copertura televisiva adottate per sviluppi recenti del caso Garlasco e per la drammatica sequenza di femminicidi che hanno scosso l’opinione pubblica. Si teme che la ricerca spasmodica dello share possa calpestare la dignità delle vittime e dei loro familiari, trasformando il dolore privato in un macabro intrattenimento. Questo evidenzia una preoccupazione più ampia riguardo alla spettacolarizzazione della cronaca su tutti i fronti mediatici.
Il dibattito all’interno del Consiglio Agcom si è rivelato particolarmente acceso, con alcuni commissari che avrebbero spinto per una linea di estrema fermezza. La convinzione è che l’attuale Codice di condotta per gli influencer rappresenti solo il primo passo verso una regolamentazione molto più stringente. L’obiettivo a lungo termine è ambizioso: equiparare le responsabilità editoriali dei creatori di contenuti digitali a quelle dei direttori di testata tradizionali, eliminando quelle zone grigie dove oggi disinformazione e spettacolarizzazione trovano terreno fertile. Questa mossa dell’Agcom costituisce un monito chiaro e inequivocabile per l’intero comparto della comunicazione, dai grandi network ai singoli creatori di contenuti digitali, sottolineando l’importanza cruciale dell’etica e della responsabilità nell’era dell’informazione liquida.

