Crans Montana, arriva un nuovo annuncio e il bilancio si aggrava | Altra vita giovanissima spezzata

Nuovi drammatici dettagli emergono dalla tragedia di Crans Montana: identificata una vittima di soli 14 anni. Il bilancio si aggrava, molte le vittime minorenni.

Crans Montana, arriva un nuovo annuncio e il bilancio si aggrava | Altra vita giovanissima spezzata

crans_montana_tragedia_-_bitchyf.it

Nuovi drammatici dettagli emergono dalla tragedia di Crans Montana: identificata una vittima di soli 14 anni. Il bilancio si aggrava, molte le vittime minorenni.

La stazione sciistica di Crans-Montana è nuovamente sotto i riflettori per l’incendio che ha funestato i festeggiamenti di Capodanno, causando la morte di oltre 40 persone. Le autorità svizzere, in particolare la polizia cantonale del Vallese e il Disaster Victim Identification team (DVI), sono impegnate in un complesso e doloroso lavoro di identificazione delle vittime. Mentre le indagini sulle cause e la dinamica del rogo all’interno del bar Le Constellation proseguono, ogni annuncio porta con sé un’ondata di profonda tristezza, specialmente con le ultime sconvolgenti rivelazioni.

Il quadro si fa ancora più cupo con l’identificazione di altre 16 persone, portando il totale delle vittime riconosciute a 24. Tra queste, la notizia più straziante è l’identificazione della vittima più giovane: una ragazza svizzera di appena 14 anni. Questo dettaglio, insieme al fatto che nove delle nuove vittime identificate erano minorenni, evidenzia l’impatto devastante della tragedia sui giovanissimi che si erano riuniti per celebrare l’arrivo del nuovo anno. L’evento ha colpito duramente adolescenti e famiglie, lasciando un vuoto incolmabile nella comunità.

Le nuove identificazioni e la sofferenza delle famiglie

Le nuove identificazioni hanno restituito nomi e volti a parte delle vittime. Un portavoce della polizia ha dettagliato che tra i riconosciuti ci sono: quattro donne svizzere (di 18, 15 e 14 anni, con due di queste ultime), e sei uomini svizzeri (di 31, 20, 18, 17 e due di 16 anni). Si aggiungono poi due italiani di 16 anni, entrambi con doppia cittadinanza (Italia ed Emirati Arabi Uniti), un rumeno di 18 anni, un francese di 39 anni e un turco di 18 anni. Un elenco che testimonia la natura internazionale della tragedia e la diversità delle vite spezzate.

Il processo di riconoscimento, condotto dal DVI e dall’Istituto di medicina legale, è meticoloso e delicato. Tuttavia, rimangono ancora 16 persone da identificare, e le autorità hanno precisato che, «per rispetto delle famiglie, non verranno rilasciate ulteriori informazioni in questo momento». Questa cautela sottolinea la delicatezza della situazione e il profondo dolore che molte famiglie stanno ancora vivendo, in attesa di notizie certe sui propri cari scomparsi.

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L’attesa straziante e il dramma della scomparsa

La disperazione delle famiglie in attesa è palpabile davanti alle rovine del bar distrutto, dove continuano veglie e omaggi spontanei. Tra coloro che cercano risposte c’è Laetitia Brodard-Sitre, 42 anni, che attende notizie del figlio Arthur, di soli 16 anni. Il giovane era scomparso nella strage dopo aver festeggiato il Capodanno con i suoi amici.

Laetitia ha raccontato il dramma della sua attesa: «Non vedeva l’ora di festeggiare il Capodanno con i suoi compagni di scuola al resort e in questo bar. Avevano pianificato e prenotato un tavolo in anticipo. Delle 11 persone sedute a quel tavolo solo una è stata ritrovata e tutte le altre sono scomparse.» Le sue parole riflettono la straziante incertezza di non sapere dove sia il figlio: «Mio figlio è solo in ospedale, se è vivo. Anche se è all’obitorio, perché ormai dopo più di 30 ore devi riuscire a pensare lucido, non so in quale obitorio, non posso stare al suo fianco.» L’ultimo messaggio ricevuto da Arthur, inviato proprio allo scoccare della mezzanotte, è un ricordo dolceamaro che risuona nella mente della madre: «Buon anno nuovo, mamma.» Un messaggio che ora è diventato un’eco silenziosa di un futuro non più possibile, lasciando un’intera famiglia nel dolore e nella speranza di una verità che tarda ad arrivare.