Crans-Montana, le hanno trovato sul telefono di Jessica Moretti: immagini inedite dell’incendio | Verità agghiacciante

Scandalo Crans-Montana: il telefono di Jessica Moretti svela immagini inedite dell’incendio al Le Constellation, mettendo in discussione la sua versione dei fatti. Una svolta cruciale.

Crans-Montana, le hanno trovato sul telefono di Jessica Moretti: immagini inedite dell’incendio | Verità agghiacciante

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Scandalo Crans-Montana: il telefono di Jessica Moretti svela immagini inedite dell’incendio al Le Constellation, mettendo in discussione la sua versione dei fatti. 

La tragedia di Capodanno al Le Constellation di Crans-Montana continua a produrre nuove scosse giudiziarie. La strage che ha causato 40 morti e oltre 100 feriti, perlopiù giovani intenti a festeggiare l’arrivo del nuovo anno, non è più solo una questione tecnica da ricostruire. Le indagini ora si concentrano anche sulle versioni fornite agli inquirenti da chi gestiva il locale. Al centro delle contestazioni odierne c’è Jessica Moretti, figura chiave nella gestione del club e moglie di Jacques, il socio finito in carcere.

Davanti ai pm svizzeri, secondo le istanze depositate dagli avvocati delle vittime, la Moretti avrebbe fornito dichiarazioni false su almeno due circostanze decisive: il pericolo di fuga, finora sottovalutato, e soprattutto la ricostruzione dei minuti immediatamente successivi allo scoppio dell’incendio. Per mesi, Jessica Moretti ha fermamente sostenuto di non possedere alcun video della serata di Capodanno sul proprio telefono, negando di aver ripreso gli eventi nel locale.

Le prove inaspettate dal telefono

Le prove inaspettate dal telefono

Il telefono rivela: le prove inaspettate che possono essere decisive.

 

È proprio su quest’ultimo punto che l’inchiesta sembra aver trovato un elemento di rottura fondamentale. La dichiarazione della Moretti, secondo gli atti ora sul tavolo della Procura di Sion, non reggerebbe alla prova dei fatti. Dagli accertamenti emerge infatti l’esistenza di immagini e filmati che la donna avrebbe realizzato proprio in quei momenti drammatici. Non si tratterebbe solo della processione con bottiglie di champagne e candele scintillanti, ma addirittura delle prime fasi del rogo che ha trasformato la festa in un inferno.

Questo materiale, che Jessica Moretti aveva sempre dichiarato inesistente, sarebbe stato acquisito e depositato agli atti. Il cosiddetto “video che non esisteva” è stato consegnato alla procura dall’avvocato Romain Jordan, legale che assiste diverse vittime e loro familiari. Secondo quanto ricostruito, le immagini proverebbero che Moretti era presente nella processione, stava filmando e avrebbe avuto quindi una consapevolezza immediata di quanto stava accadendo, in netto contrasto con quanto riferito durante gli interrogatori.

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La testimonianza chiave e le nuove ombre

A rafforzare ulteriormente questa versione ci sono le testimonianze raccolte dagli inquirenti, a cominciare da quella di Louise, una delle cameriere in servizio quella notte. La giovane ha raccontato di aver preso parte alla processione che portava lo champagne ai tavoli, guidata da Cyane Panine sulle spalle di un collega. Le torce fissate alle bottiglie, sfiorando il soffitto rivestito di pannelli infiammabili, avrebbero innescato l’incendio. Il suo racconto è dettagliato e drammatico:

“Cyane si era sistemata sulle spalle di Mathieu, come aveva già fatto in precedenza. Jessica era con noi, non ricordo se avesse una bottiglia in mano. So che stava filmando. Credo che fossimo in sette o otto in quella fila. Jessica ci ha seguito”.

Parole che collocano Jessica Moretti al centro della scena, non come semplice spettatrice ma come parte attiva di quei minuti decisivi. Ancora più pesante è ciò che Louise racconta subito dopo: “Ho visto una folla salire le scale, ma nessuno gridava ‘Al fuoco!’. Ho visto anche Jessica andarsene”. E poi: “Abbiamo perso tra i 30 e i 35 secondi. Con la musica in sottofondo, la gente non gridava. Eravamo di spalle e non riuscivamo a vedere l’incendio. Abbiamo continuato”. Secondi preziosi che oggi pesano come macigni e che, insieme ai video ritrovati sul telefono, rischiano di cambiare radicalmente la posizione giudiziaria di Jessica Moretti nella devastante tragedia del Le Constellation.