Diodato: “Se fossi gay non lo direi…”

14 Febbraio, 2020 di Fabiano Minacci

Da quando Diodato ha vinto il 70esimo Festival di Sanremo, sui social sta circolando una bella intervista che il cantante ha rilasciato due anni fa ad Alessio Poeta per Gay.it. Tra le tante cose, il giornalista ha chiesto a Diodato come si comporterebbe se fossi gay, se lo direbbe al suo pubblico o meno.

“Molto probabilmente non direi al pubblico che sono gay. Perché mettere il privato nella pubblica piazza? Questo non fa di me una persona poco sincera, ma bensì una persona che rispetta il suo privato. Se fossi gay mi vivrei la mia vita affettiva con le persone con cui ho il piacere di condividere tutto, e non necessariamente con il mondo intero.

Capisco che la mia risposta possa essere fraintesa, ma sbagliate. Io credo in tutti i diritti, anche in quelli ancora non realizzati nel nostro Paese. E credo che sia ancor più giusto manifestare e farsi sentire a più non posso, quando la società si gira dall’altra parte. Però, allo stesso tempo, ritengo anche che gli artisti dotati di un ‘megafono’ importante, debbano parlare e contribuire alla causa omosessuale a più non posso. Artista etero o gay, poco importa”.

In questo specifico caso non me la sento di condannare le parole di Diodato , ma c’è un motivo. A differenza di molti artisti, effettivamente il cantante di Fai Rumore ha sempre tenuto nascosta la sua vita privata, quindi avrebbe fatto la stessa identica cosa anche se fosse stato omosessuale. Se non altro è coerente. Infatti, proprio nella stessa intervista rilasciata ad Alessio Poeta, Diodato ha chiarito che non vuole parlare della sua storia con Levante.

“Perché certe cose andrebbero vissute nella vita reale e non in quella mediatica, piuttosto che in quella ‘social’. Perché dover condividere sempre tutto? Si chiama vita privata e in quanto tale vorrei che tutto restasse così. Privato. Mio. Nostro. Con questo, naturalmente, non sto confermando nulla, se non che la penso esattamente come Levante quando dice che non vuole parlare della nostra relazione.

Ma ho già la fortuna di condividere tutto quello che sento, e provo, con la musica, che non vedo perché dovrei condividere anche altri aspetti della mia vita. Mettere sui social anche il mio privato, come fosse un lavoro, per avere chissà quale vantaggio, scusatemi ma non fa per me”.

 

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