Facebook sotto inchiesta UE: che fine fanno i dati degli utenti?

Dicembre 3, 2019 di Redazione

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Visto lo strapotere dei social e la loro preponderanza sempre maggiore nella vita di tutti, costantemente connessi e attaccati ai nostri dispositivi, la questione della privacy è diventata quanto mai attuale e centrale. Gli utenti vogliono sapere dove finiscono i loro dati, le informazioni che rilasciano alle aziende. Vogliono che se ne faccia un uso consono e consapevole e soprattutto con il proprio consenso. Nessuno, insomma, vuol dare in pasto i propri dati e metterli alla mercé di chiunque, senza sapere neppure quale sia il loro utilizzo. Quando ci iscriviamo a un social network, Facebook ad esempio, cosa succede, precisamente, alle informazioni che immettiamo?

Ebbene, sulla questione stanno indagando i commissari dell’Antitrust UE. Vogliono capire quali sono le implicazioni, dal punto di vista della concorrenza, dell’enorme massa di informazioni che i colossi del web sono in grado di raccogliere. La loro attività e la mole di dati in loro possesso, infatti, potrebbe potenzialmente mettere a rischio la capacità dei concorrenti di competere e di accedere ai mercati online. Ma soprattutto, vogliono capire, una volta raccolti, come vengono usati e monetizzati questi dati per scopi pubblicitari.

Europa Vs Facebook e Google

Un portavoce della Commissione ha confermato quanto anticipato da Financial Times e Cnn: Google e Facebook sono finiti sotto inchiesta. L’Antitrust Ue sta indagando sulle loro attività di raccolta, elaborazione e utilizzo dei dati. In particolare, il focus è la commercializzazione dei dati a fini pubblicitari, per servizi di ricerca locali, servizi di targeting, servizi di login e utilizzo dei browser web. Il focus di Margrethe Vestager, Commissario UE alla Concorrenza, è in particolare sulla possibilità che il mercato aggressivo delle grandi aziende potrebbe stritolare i concorrenti, incapaci di competere. Per lo stesso motivo, proprio la Vestager a settembre aveva avviato un’indagine anche su Amazon.

La replica di Mountain View non si è fatta attender:

Utilizziamo i dati per rendere i nostri servizi più utili e per mostrare pubblicità pertinente. Offriamo alle persone i controlli per gestire, eliminare o trasferire i propri dati.

Google è già stato multato per 1,7 miliardi di dollari, in seguito a un’indagine europea dello scorso anno, che aveva evidenziato degli abusi. In totale, Google è stato multato dall’Europa per 8,2 miliardi di euro (9 miliardi di dollari) dal 2017. E Facebook non è certo estraneo a sanzioni di questo tipo. Infatti la Federal Trade Commission l’ha multato per 5 miliardi di dollari, in merito alle sue pratiche legate alla privacy. Si tratta della più grande sanzione finanziaria mai imposta dal regolatore.

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