Gaia Gozzi parla di omofobia e di coming out: “Sono nata con zii gay”

24 Giugno, 2020 di Fabiano Minacci

Gaia Gozzi, in diretta social con il Milano Pride, ha parlato di omofobia e di coming out, come riportato da Gay.it.

“Nella mia vita ho visto purtroppo tanti esempi di omofobia e di situazioni veramente assurde. Credo che viviamo in una società nella quale tutto quello che è stato istituzionale fino ad oggi debba totalmente cambiare, per un progresso nostro. Non è possibile che stiamo ancora combattendo chi non vuole i diritti umani delle persone nel 2020. Dobbiamo fare la differenza quando vediamo una situazione che non va bene, di bullismo, cattiveria, odio. Nel nostro piccolo anche fare un gesto d’amore nei confronti di queste situazioni, spiegare con le parole giuste, possiamo far vedere il quadro completo a chi non al pensa come noi”.

Gaia Gozzi specifica poi di non aver assistito a nessun episodio omofobo nel suo lavoro.

“Nella mia vita lavorativa no, non ho mai visto episodi omotransfobici, ma ti dico anche sinceramente che sempre di più cerco di circondarmi di persone che hanno la mia stessa visione delle cose, anche nel lavoro. Credo in un’unione sincera e d’amore”.

E di non aver neanche mai assistito a nessun coming out, dato che è cresciuta in una famiglia con zii omosessuali che hanno sempre vissuto alla luce del sole la propria vita.

“Ho avuto la fortuna di essere cresciuta in una famiglia, in un contesto di amici in cui c’era piena libertà di esprimere la propria omosessualità. Ho un padrino gay, amici gay, zii omosessuali. L’amore è libero, non ho mai avuto esperienze in cui qualcuno ha fatto coming out con me, perché la loro sessualità è sempre stata condivisa, espressa”.

Gaia ha il papà italiano e la mamma brasiliana, per questo motivo ha fatto un commento anche sull’omofobia che vivono in Brasile.

“Il Brasile è enorme, ci sono tante situazioni, tante realtà. Nei grandi centri, come Rio, San Paolo, c’è la nostra generazione che sta prendendo in mano la situazione, è in prima linea nel diffondere un messaggio di eguaglianza. C’è fame di svolta, c’è un attivarsi reale, c’è una voglia di cambiamento, di rivoluzione. Ma non è sempre così, ci son tanti episodi di omotransfobia, ancora oggi. È un problema mondiale che va eliminato dalla società, ognuno di noi deve attivarsi nei confronti di questa problematica“.

Bellissime parole.

 

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