UFFICIALE Garlasco, è spuntato il dettaglio nel video di Andrea Sempio | Cambia la lettura del caso

La criminologa Roberta Bruzzone analizza il video di Andrea Sempio nel caso Garlasco, svelando un dettaglio psicologico cruciale sulla sua posizione e personalità. Una prospettiva inedita.

UFFICIALE Garlasco, è spuntato il dettaglio nel video di Andrea Sempio | Cambia la lettura del caso

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La criminologa Roberta Bruzzone analizza il video di Andrea Sempio nel caso Garlasco, svelando un dettaglio psicologico cruciale sulla sua posizione e personalità. Una prospettiva inedita.

Il dibattito sull’omicidio di Chiara Poggi torna ad accendersi con nuove riflessioni, focalizzando l’attenzione su un video rinvenuto nel computer della giovane vittima. Al centro di queste immagini vi è Andrea Sempio, ritratto insieme a due amici in un contesto scolastico. Sebbene il filmato non sembri, a prima vista, avere un collegamento diretto con il delitto, la sua interpretazione a distanza di anni continua a dividere opinionisti ed esperti, sollevando interrogativi e stimolando nuove analisi. La complessità del caso di Garlasco, con le sue molteplici piste e i continui colpi di scena, ha sempre alimentato la necessità di nuove prospettive, e l’intervento della Bruzzone si inserisce proprio in questo filone.

In questo contesto di rinnovato interesse, la criminologa e psicologa forense Roberta Bruzzone ha offerto una chiave di lettura alternativa, che sta già suscitando ampio clamore. Intervenuta durante la puntata di Quarto Grado lo scorso 2 febbraio, la dottoressa Bruzzone ha proposto un’analisi approfondita delle immagini, focalizzandosi sugli aspetti psicologici e comportamentali di Sempio all’interno del filmato. Questo approccio innovativo ha permesso di portare alla luce osservazioni in precedenza trascurate o non considerate nella loro piena rilevanza, riaccendendo i riflettori su un aspetto del caso che potrebbe rivelarsi cruciale per una comprensione più completa della vicenda.

L’inedita osservazione della criminologa

Il cuore dell’interpretazione della dottoressa Bruzzone risiede nel ruolo che Andrea Sempio assume nel video in questione. Secondo la sua minuziosa analisi, l’aspetto più significativo è la sua posizione marginale e costantemente defilata, quasi una presenza “sullo sfondo”. “Quello che emerge – ha spiegato con chiarezza la criminologa nel corso della trasmissione – è che lui non è certo un protagonista di quel video. È un inibito, è un soggetto che non partecipa attivamente, rimanendo ai margini della scena”. Questa descrizione lo dipinge come una figura quasi eterea, una sorta di “tappezzeria” come efficacemente descritto, suggerendo una postura marcatamente più passiva che attiva all’interno della dinamica sociale del gruppo immortalato.

Bruzzone ha enfatizzato come questa inibizione non sia un dettaglio isolato, ma piuttosto un indicatore di tratti di personalità più profondi e persistenti. La sua analisi si estende logicamente oltre il singolo episodio del video, ipotizzando una chiara compatibilità di questo comportamento con il percorso di vita successivo del giovane. Ha infatti rilevato come, negli ultimi diciotto anni, la vita sociale di Sempio non appaia particolarmente articolata o ricca di esperienze diversificate, ma piuttosto caratterizzata da relazioni limitate e ricorrenti, principalmente con gli amici di sempre, un segnale di una possibile difficoltà a esporsi e a costruire legami più ampi e complessi. Queste osservazioni, unite all’analisi comportamentale, offrono una prospettiva nuova.

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Un profilo di personalità tra inibizione e paure

L’interpretazione della criminologa Roberta Bruzzone delinea un profilo psicologico ben definito per Andrea Sempio, suggerendo che il comportamento osservato nel video possa essere un riflesso di una difficoltà più profonda e radicata nel rapportarsi agli altri. “Non è una persona che ha una vita che testimonia una grande attività sociale o relazionale. I contatti sono piuttosto sempre quelli con gli amici di sempre”, ha affermato l’esperta, sottolineando la ristrettezza del suo cerchio sociale. Questo quadro, secondo la sua visione, potrebbe indicare una predisposizione alla paura del giudizio e delle relazioni interpersonali, elementi che lo terrebbero lontano dal mettersi in gioco in nuovi contesti o con nuove persone.

L’ipotesi centrale è che Sempio sia un “soggetto che probabilmente ha paura delle relazioni, quindi non si mette in gioco”, una condizione che lo spingerebbe a rimanere ai margini anche in contesti potenzialmente più leggeri o goliardici, proprio come quello del video analizzato. La quotidianità del giovane sembrerebbe quindi caratterizzata da un circolo ristretto di relazioni, rendendo i suoi contatti sostanzialmente circoscritti e ripetitivi. La lettura offerta dalla Bruzzone, dunque, non si limita a una semplice descrizione, ma apre a nuove e significative considerazioni su uno dei casi di cronaca nera più discussi degli ultimi anni, proponendo una prospettiva inedita sul ruolo e la personalità di Andrea Sempio, un elemento che finora era rimasto ampiamente inesplorato nella complessità delle indagini e che ora potrebbe assumere un peso differente nelle future analisi del caso.