Harry Styles parla della sua ambiguità sessuale e finalmente fa chiarezza sul suo orientamento

28 Agosto, 2019 di Fabiano Minacci

Harry Styles non si è mai dichiarato etero, ma non ha nemmeno fatto coming out, nonostante tutto moltissime fan continuino ad insinuare che sia gay. Il cantante inglese due anni fa ha dichiarato: “Per me è strano. Tutti dovremmo essere chi vogliamo essere, senza etichette“. Nel 2018 nel suo brano Medicine cantava: “The boys and the girls are in, I mess around with him, And I’m okay with it”.

L’ex cantante degli One Direction questa settimana ha rilasciato un’intervista al Rolling Stone e il giornalista gli ha chiesto come mai è sempre stato ambiguo sulla sua sessualità, perché in un suo brano ha detto di divertirsi con i ragazzi e anche il motivo del suo appoggio alla comunità LGBT con dichiarazioni pubbliche e bandiere rainbow ai concerti.
Harry Styles ha spiegato che se porta sul palco certi messaggi è per far sentire tutti inclusi, ma ha anche aggiunto che lui non può capire davvero come ci si sente ad essere discriminati per il proprio orientamento. Quindi tra le righe sembra che Harry smentisca le teorie delle fan che lo vorrebbero gay o bisessuale.

“Voglio far sentire le persone a proprio agio nell’essere ciò che sono o vogliono essere. Forse a un concerto puoi avere un momento per sapere che non sei solo. Sono consapevole che come maschio bianco non provo le stesse cose di molte persone che vengono discriminate. Non sto cercando di dire: “Capisco com’è”, perché in effetti non so cosa significhi. Sto solo cercando di far sentire le persone incluse e di dire loro che non sono invisibili.

Non riguarda me che cerco di fare da portavoce per queste cause, perché forse non sono nemmeno la persona adatta a farlo. Si tratta solo di non ignorare. Quindi perché faccio e dico queste cose? Tutti i miei fan devono sapere che sono dalla loro parte. Non sto dicendo di capire come ci si sente. Sto solo cercando di dire “Ti vedo”.”

Poco importa chi ama Harry, per appoggiare la comunità LGBT e difenderne i diritti non è necessario essere trans, lesbiche, bisessuali o gay.

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