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Heather Parisi risponde all’accusa di Lorella Cuccarini – la faida continua

Giovedì scorso Heather Parisi ha lanciato una bella frecciatina a Lorella Cuccarini per le sue dichiarazioni sul sovranismo.
L’ex donna più amata dagli italiani ha risposto con un’accusa:

“Noto con piacere che H non si è ancora tolto l’auricolare dai tempi di “Nemica Amatissima” e dunque mi rivolgo direttamente al suggeritore “Umbi”: come mai una persona che da molto tempo ha lasciato l’Italia – per motivi che io non ricordo, ma forse qualcun altro si – continua ad occuparsi, twittando da paradisi ‬fiscali, di questioni che dovrebbero riguardare chi in Italia vive, lavora e paga le tasse? Ah saperlo…”

 Oggi la ballerina più iconica degli anni 80/90 ha replicato alle accuse con un tweet:

“Noto con dispiacere che per qualcuna, democrazia significa “l’ignoranza mia vale quanto la conoscenza tua”. A costei dico, HK non è nella lista dei paradisi fiscali del ministero dell’economia e un americano, ovunque viva, paga sempre le tasse in USA. Ah saperlo? Ora lo sai! H*”

A questo punto pretendo una nuova stagione di Nemica Amatissima.

 

 

Le dichiarazioni di Lorella Cuccarini

«Sarebbe bello che il Papa si esprimesse anche su altre situazioni, oltre che sui migranti. Ci sono rimasta male quando ha detto “meglio atei e buoni, che cristiani e odiatori”. Per un cristiano, Cristo è fondamentale e il posto in cui lo incontri è la Chiesa; e anche se sei un cattolico tiepido incontrare Cristo in quella eucaristia è la cosa più preziosa. Bisogna distinguere buoni e buonisti: i cattolici devono essere buoni, ma devono difendere i propri figli. Il femminismo? Mai stata femminista e sempre stata contro le quote rosa. Le donne la credibilità devono guadagnarla sul campo… Io sono un’azienda, decido quando e come lavorare. Altrove e in politica, servono una determinazione e una “cattiveria” che impongono anche di rinunciare ad alcune caratteristiche femminili. Dobbiamo accettare il fatto che uomini e donne sono diversi, seppur complementari. Se ci sono più uomini ai vertici è perché sono più predisposti».

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