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Instagram, un nuovo algoritmo penalizzerà alcuni profili: ecco quali

Instagram può spingere qualcuno a suicidarsi? Il caso di Molly Russel ha fatto sì che Mark Zuckerberg prendesse un’importante decisione.

Quello del cyber bullismo è un problema molto serio, che coinvolge soprattutto i giovanissimi. Questi sono senza dubbio i più esposti e sono anche quelli con maggiore difficoltà a fronteggiare un fenomeno come questo, che è davvero di grande portata, soprattutto sui più fragili.

L’ondata di odio che sempre più spesso dilaga in rete e sui social può avere grosse ripercussioni sulla vita di tutti i giorni, sul modo di affrontare la quotidianità: si può uscire devastati dalle offese, dalle calunnie, dall’incitazione a commettere atti estremi che molto spesso passa sui social network.

Per questo inevitabilmente l’attenzione a monitorare questi fenomeni è aumentata, ci si va coi piedi di piombo sulla materia, anche perché la cronaca ci conferma che qualcuno ci ha rimesso la vita ed è dovere di tutti impedire che accada ancora. Per questo motivo Instagram ha deciso di introdurre alcune novità.

La storia di Molly Russel

Molly Russell aveva 14 anni: si è tolta la vita nel 2017 e ad oggi i suoi genitori ancora non si spiegano il motivo di quel gesto estremo. Hanno trovato, però, parziali risposte sbirciando sui social della loro bambina. Hanno così scoperto che l’adolescente seguiva su Instagram profili inquietanti ricchi di contenuti riguardanti l’autolesionismo, la depressione, il suicidio. Da lì la denuncia: Instagram ha spinto Molly a uccidersi, hanno denunciato i genitori disperati.

Da allora sono attivamente impegnati in questo delicato ambito. Hanno aperto un’associazione che cerca di prevenire i suicidi e aiutare i giovani psicologicamente fragili. L’attenzione del padre di Molly è soprattutto sui social e sugli hashtag che possono essere consultati in tutta facilità su Instagram, da #depression a #autolesionismo fino a #suicidio.

Instagram, il nuovo algoritmo promuove alcuni profili (penalizzandone altri)

L’iniziativa di Instagram è vietare i disegni e i meme legati all’autolesionismo e rientra in un’ottica di maggiore sicurezza e restrizione in materia di contenuti grafici. I vertici hanno fatto sapere che verranno esclusi dai consigli di ricerca tutti gli account che condividono contenuti correlati al suicidio, che saranno  penalizzati nell’esplorazione. Viceversa, saranno promossi account che condividono risorse per la prevenzione del suicidio.

Adam Mosseri, capo di Instagram, nell’introdurre il divieto di immagini legate all’autolesionismo sul proprio social ha scritto in una nota ufficiale:

Niente è più importante per me della sicurezza delle persone che usano Instagram, in particolare dei più vulnerabili. Il suicidio e l’autolesionismo sono argomenti difficili e complessi. Ci sono molte opinioni sul modo migliore di affrontarli, ma contano molto e per me come genitore colpiscono nel segno.

Secondo l’ OMS sono circa 800 mila le persone che annualmente si suicidano e a togliersi la vita sono tantissimi giovani di età compresa tra 15 e 29 anni. Per questo la condivisione e diffusione di certi contenuti sensibili è diventata sempre più pericolosa, nell’ottica di dati inquietanti e preoccupanti dati come questi. Basti pensare che negli USA il suicidio giovanile è aumentato del 56% negli ultimi 10 anni.

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