Jack Woolley, il campione di Taekwondo verso le Olimpiadi: “Molti avversari non mi stringono la mano perché sono gay”

26 Gennaio, 2020 di Fabiano Minacci

Jack Wolley è giovanissimo ma in patria il suo nome è già noto, visto che a 17 anni ha fatto coming out e adesso è diventato il primo irlandese a qualificarsi per le Olimpiadi di Tokyo nel Taekwondo.

Il 21enne in una recente intervista rilasciata al magazine Extra ha dichiarato che molti avversari non gli stringono la mano solo perché è gay.

“È dura, si tratta del mio sport. Molti dei migliori atleti sono musulmani, quindi non puoi essere troppo aperto al riguardo. Ho avuto molti avversari che non mi hanno stretto la mano e io pensavo solo ‘ok, dovevi aspettartelo’.

non va sempre così, alcuni però l’hanno fatto, mi hanno stretto la mano. Uno dei migliori combattenti del mondo si è avvicinato per stringermi la mano dopo aver vinto l’argento europeo. L’ho apprezzato.

È solo se hai un problema con me, che io avrò un problema con te. Forse posso anche essere d’ispirazione per alcuni giovani. E se qualcuno vuole parlarmi di quello che sta attraversando, può farlo.

Vorrei solo non essere etichettato. Le persone amano dare etichette a tutti.

Io non sono come il giocatore di rugby gallese Gareth Thomas o Tom Daley. Non voglio essere quello. Voglio essere il primo olimpico irlandese nel mio sport, il ragazzo di Tallaght che è andato alle Olimpiadi, non Jack l’atleta gay”.

Coming out a 17 anni e qualificazione alle Olimpiadi a 21, storie come questa sono davvero d’ispirazione. Essere parte della comunità LGBT in un mondo ancora omofobo non è facile, ma trionfare è possibile. Ci vuole solo un po’ più di forza e coraggio.

 

Fonte: Gay Times, PinkNews

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