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Lecce: si rifiutano di affittare casa ad una coppia gay perché non è considerata come “famiglia”

Qualche settimana fa un mio lettore e il suo ragazzo si sono messi alla ricerca di una casa in zona Casarano (Lecce). Dopo diverse ricerche e l’aiuto di un’agenzia immobiliare, i due ragazzi hanno trovato l’appartamento che faceva al caso loro e così hanno preso tutti gli accordi del caso con l’agente. Una volta che Raffaele e Andrea hanno fornito i loro documenti qualcosa è cambiato e l’agente immobiliare si è trovato costretto a restituire l’acconto alla coppia, fornendo un’assurda giustificazione: il padrone di casa si è rifiutato di affittarla a loro, perché non sono una famiglia.

“Io ed il mio ragazzo cercavamo un appartamento più grande nel quale trasferirci. Navigando tra i tanti annunci decidiamo di contattare l’agente immobiliare di Casarano (in provincia di Lecce). Teoricamente rispecchiavamo i requisiti richiesti da un annuncio gestito da questa agenzia.
Avviene così l’incontro con l’agente immobiliare che ci mostra l’appartamento. L’immobile risulta poi effettivamente di nostro gradimento, ed il nostro interesse, su spinta dell’agente, si traduce in un acconto di €300 (documentato tramite ricevuta) in modo da manifestare il nostro impegno concreto nei confronti dell’appartamento. Nei giorni successivi ci viene richiesta la documentazione necessaria alla stipula del contratto d’affitto. Presentiamo quindi fotocopie di documenti d’identità e di buste paga, che attestano effettivamente le possibilità economiche per permetterci un contratto di affitto.
Dopo una settimana veniamo contattati dall’agente immobiliare che ci restituisce l’acconto e la documentazione fornendoci la seguente giustificazione: “il proprietario preferisce affittare l’appartamento alle famiglie”.
Non siamo certamente feriti dal fatto che non possiamo avere quell’appartamento in quanto coppia gay e quindi non-famiglia (troveremo di meglio), né siamo dispiaciuti di non dare i nostri soldi ad un omofobo. Siamo solo dispiaciuti che nel 2018 esistano ancora questi episodi da raccontare.
Vorrei sempre aver modo di parlare di cose allegre, ma oggi, nel giorno del mio ventottesimo compleanno, la vita ha voluto farmi un dono particolare: la disillusione.
La disillusione che i miei soldi valgano quanto quelli degli altri, la disillusione che il mio essere una persona tutto sommato per bene mi possa permettere di volere di più.”

Non so se il padrone di casa sia omofobo o meno, però mi chiedo se il rifiuto sarebbe arrivato ugualmente se a presentare i documenti ci fossero stati Valentina e Andrea.

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