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Marco Carta in lacrime: assolto per non aver commesso il fatto

Stamani il pm di Milano aveva chiesto 8 mesi di carcere ed una multa per Marco Carta, ma le cose sono cambiate durante la sentenza.
Il cantante per mesi ha giurato di non essere coinvolto nel furto delle famose 6 magliette alla Rinascente. I suoi avvocati hanno più volte dichiarato che i filmati della sicurezza avrebbero scagionato il loro assistito e così è stato.

Poco fa Marco Carta è stato assolto “per non aver commesso il fatto” dal giudice del tribunale di Milano, Stefano Caramellino.

Il vincitore di Amici ha appreso la notizia dell’assoluzione dal suo avvocato ed è subito scoppiato a piangere: «Oh mio Dio, grazie avvocato».

Adesso però dovrebbero dare delle spiegazioni il commesso e l’addetto alla sicurezza che hanno influenzato l’opinione pubblica con le loro dichiarazioni.

“Mi sono accorto di una coppia, un ragazzo e una donna, che si guardavano spesso attorno, come se controllassero di non essere osservati dal personale, un comportamento che mi ha insospettito, diciamo anomalo. Allora ho deciso di seguirli.

Ho visto prendere delle maglie dagli espositori e salire con la scala mobile fino al terzo piano. Entrano nei camerini, quando escono, in mano non avevano più le maglie prelevate poco prima.

Mentre noi della sorveglianza continuavamo a seguirli, loro si dirigono al quarto piano nei bagni della clientela. Vedevo il ragazzo entrare e uscire immediatamente.

Credo si tratti di un’ azione preordinata. Lui ha nascosto gli abiti nella borsa di lei, poi si è chiuso alla toilette e lì ha staccato le placche antifurto” .

“Vedevo entrambi i soggetti prelevare delle maglie al primo piano e con le stesse salire con le scale mobili fino al terzo piano; fatto ciò, li vedevo entrare nei camerini di prova dove rimanevano svariati minuti. In questa fase, la donna restava fuori e passava le maglie al ragazzo che si trovava all’interno. Finito di passare tutte le maglie, la donna dava la propria borsa personale al ragazzo, che poco dopo usciva dai camerini.

Entrambi usciti dai camerini, notavo che in mano non avevano più le maglie prelevate. Seguivo sempre visivamente i soggetti e li vedevo salire con le scale mobili e andare al quarto piano, più precisamente nei bagni adibiti al pubblico (vedevo il ragazzo entrare e uscire immediatamente). Riprendevano le scale mobili fino al piano secondo, dove il ragazzo prelevava dagli espositori due costumi da uomo e si recava alle casse per il pagamento. Riprendevano le scale mobili fino al piano terra, dove oltrepassavano le batterie antitaccheggio facendole allarmare”.

Marco Carta

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