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Marco Carta racconta la verità sugli 8.000€ che avrebbe chiesto al Pride di Modena

Nelle scorse settimane uno degli organizzatori del Pride di Modena ha parlato della mancata partecipazione di Marco Carta alla manifestazione.

Ah, se poi avesse accettato l’invito al Modena Pride, anziché farci sfanculare dal suo management in maniera inconcepibilmente sgarbata, magari anziché trovarsi in quella situazione sarebbe stato in una piazza in una multitudine di colori”.

Qualche giorno dopo Selvaggia Lucarelli ha pubblicato anche la cifra che avrebbe chiesto il cantante per esibirsi al Pride.

“Il primo giugno però è stato invitato al Modena Pride e ha chiesto 8.000 euro (gli hanno risposto “no, grazie”). Senza compenso, la causa LGBT gli sta un po’ meno a cuore, così il Pride.”

Stamani il vincitore di Amici ha rilasciato una serie di interviste per l’uscita del suo libro ed ha parlato anche del cachet chiesto per il Modena Pride.

“Io non ne sapevo nulla, ho letto la notizia e pensavo fosse una fake news. Ho chiamato il mio manager e lui mi ha detto ‘sì, hanno contattato il promoter’. Dietro gli artisti ci sono delle macchine gigantesche. Il promoter è esterno all’artista.

Ho chiesto al mio manager di mandarmi la mail e ho visto che non erano stati chiesti 8.000€, ma meno. Mi chiedo quindi perché far diventare gigantesca una cosa piccola. Perché gettare odio e fango in una manifestazione dove si dovrebbe parlare di amore e diritti.

Io sarei andato volentieri se avessero preso accordi con me. Ad esempio al Gay Pride di Matera andrò gratuitamente. A loro ho risposto in mezza giornata, quindi vedete che le cose non combaciano?

Mi spiace non esserci stato, me lo sono perso e sono sicuro che sarebbe stato un bellissimo Pride. L’organizzatore del Pride dice che ho dei problemi? Che vi devo dire, li risolverò questi problemi. Io rispondo con la verità, che è quella che ho detto adesso”.

“Una figura ha detto che ho chiesto 8.000€ per partecipare al Modena Pride. Io ero a Mykonos, non sapevo nulla. Quando è uscita la notizia stavo per rispondere via tweet e mi sono domandato se fosse vera la cosa, quindi mi sono fermato. Specifico che dietro agli artisti c’è una macchina gigantesca, tra manager e promoter. Comunque ho letto la mail, nessuno è stato sgarbato come si dice e non sono stati chiesti 8.000€. C’è stato un piccolo errore non mio? Ok, mi prendo la responsabilità, ma basta, i Pride sono fatti per altro, non per queste polemiche.”

Fine della polemica?

Marco Carta

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