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Papa Francesco: “I gay hanno diritto a una famiglia e i genitori di ragazzi omosessuali devono accettarli”

Lo scorso agosto Papa Francesco ha pronunciato una frase davvero infelice sui bambini gay. Qualche giorno dopo il Vaticano ha cercato di riparare al danno spiegando che il pontefice non intendeva dire che l’omosessualità è una malattia mentale.

Adesso è lo stesso Vescovo di Roma – in una lunga intervista concessa al giornalista spagnolo Jordi Evole – a spiegare il motivo di quello scivolone.

“Nessuno deve cacciare di casa una persona perché ha una tendenza omosessuale. Io stavo spiegando questo. Ma devo fare una distinzione. Altra cosa è quando una persona è molto piccola, un bambino e inizia a mostrare sintomi rari, lì ho detto che è conveniente andare e dallo psichiatra. In quel momento parlavo veloce e parlavo in una lingua che non è la mia. Io intendevo dire di parlare con un professionista.”

Quando il giornalista gli fa notare che avere un figlio omosessuale non è una “rarità” e che quindi l’omosessualità non è un “sintomo raro”, il Papa risponde:

“Certo, hai ragione, in teoria non lo è. Io però parlo di un bambino che si sta sviluppando e i genitori magari vedono cose che per loro sono diciamo strane. A quel punto è meglio che si consultino con qualcuno esperto, che vadano a farsi aiutare da un professionista. A quel punto vedranno a cosa sono dovuti quei comportamenti. Perché potrebbe anche essere che certi comportamenti sono dovuti ad altre cose, magari il ragazzo non è omosessuale. Ma non ho mai detto che gli omosessuali devono andare dallo psichiatra per la loro tendenza.
Oggi per la cultura occidentale, per la famiglia certe cose sono ancora rare.
Ma una volta stabilito l’atteggiamento omosessuale, quel ragazzo o quella ragazza omosessuale hanno diritto a una famiglia. E quei papà e quelle mamme hanno diritto a un figlio, sia come sia. E nessun figlio o figlia omosessuale può essere cacciato via da casa”.

Probabilmente queste parole non accontenteranno del tutto la comunità LGBT, ma nemmeno gli omofobi, che vorrebbero una linea ben più dura sul tema dell’omosessualità.
Sentire il Papa che si scaglia contro i genitori che non accettano i figli gay fa ben sperare, ma va anche detto che quando dice che gli omosessuali hanno diritto ad una famiglia, parla della famiglia di origine, non di quella che potrebbero creare con un/a compagno/a e un/a figlio/a. Questo perché pochi giorni fa il Pontefice nel documento post sinodale dedicato alla cura delle nuove generazioni ha ribadito che per la chiesa la famiglia è formata da un uomo e una donna.

Non saranno quindi le dichiarazioni che avremmo voluto sentire, ma rispetto a quanto detto dai papi precedenti è davvero oro.

E in un susseguirsi di up e down per le dichiarazioni agrodolci del Papa, una cosa è certa: dopo aver quasi snobbato del tutto il congresso delle famiglie di Verona, il pontefice incontrerà in udienza privata decine di esponenti della comunità mondiale LGBT, comprese delle associazioni che lottano contro l’omofobia e per l’equiparazione delle unioni civili al matrimonio.

 

 

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