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Ragazzo gay picchiato in centro a Milano: “Sputi, calci e pugni in faccia, nessuno mi ha aiutato”

A differenza di quello che sostengono certi politici, l’omofobia in Italia è una vera piaga e negli ultimi mesi la situazione è notevolmente peggiorata. Qualche giorno fa Samuel camminando in centro a Milano (zona Porta Romana) viene urtato da un uomo al cellulare, ed è bastato un ‘guarda dove vai’ del ragazzo per scatenare la furia omofoba del passante.
L’uomo prima ha sputato addosso a Samuel e non contento è passato ai calci e ai pugni, senza che nessuno lo fermasse.

“Oggi vi vorrei raccontare una storia, che chiunque può condividere e che purtroppo è la realtà e non una delle solite fake news. – ha scritto Samuel V su Facebook –
Tre giorni fa all’ora di pranzo sto andando a lezione e aspetto il tram a Porta Romana come ogni giorno, quando un ragazzo che non conosco mi urta mentre era al cellulare e non si è scusato. Così gli ho detto “guarda dove vai!”. 
Mi guarda e mi dice “fr**io di m*rda cosa vuoi” e continua ad insultarmi, sputandomi più volte addosso davanti a tutti, in pieno centro a Milano. Nessuno fa nulla, nessuno reagisce; decido di andarmene, per evitare altri problemi; lui, non contento, mi segue, dicendomi “ti seguo fino a casa sai!” Io gli rispondo “guarda, io sto solo andando a lezione, tu cosa diavolo vuoi da me?”. A questo punto mi sbatte a terra, tirandomi due pugni in faccia e poi un calcio su un fianco. Io provo a difendermi e cerco aiuto e la gente accorre ma non c’è nessun agente con il “beneamato” taser, nessuno lo ferma nella sua fuga, nessuno si è offerto di testimoniare per me, ancora. La sua faccia resta indimenticabile. Il risultato fisico di tutto questo è come potete vedere, una faccia gonfia perché c’è una frattura scomposta della mascella per la quale dovrò essere operato e mi sarà messa una piastra di titanio che ci rimarrà per il resto della mia vita, oltre alle numerose ferite sulle ginocchia e a un grosso livido sul fianco sinistro. Psicologicamente cosa ho provato? All’inizio ho avuto molta, molta paura di tornare lì, lo ammetto. Paura di aspettare di nuovo il tram, a quell’orario preciso, non volevo dire nulla a nessuno, volevo far finta di essere caduto dalle scale. Il risultato è la paura che se sei omosessuale, se hai capelli tinti argento e una voce come la mia dalla quale capiscono tutto, hai paura di venir picchiato da chiunque ormai dopo un fatto del genere, se esprimi te stesso o se dici un semplice “guarda dove vai”.
Poi ho riflettuto e penso che il mondo debba sapere. Io so di non essere solo, so che si può e si deve combattere l’omofobia. L’Italia può essere migliore, l’Italia di quelle persone che in qualche modo sono accorse e almeno lo hanno fatto fuggire con la loro presenza, è anche di questo che si ha bisogno. Il silenzio serve solo a peggiorare le cose, dentro di te e con chi ami e ti chiede perché tu stia male. L’Italia può essere migliore, il populismo con cui veniamo infettati ogni giorno da parte di certi politici che predicano razzismo e valori che esistono solo per loro, per fini di sola propaganda, non ci appartiene. L’odio non ci appartiene. Io ho deciso che tornerò a prendere il tram a quell’ora, io andrò a lezione e vivrò la mia vita nella normalità perché adesso sono più forte.”

E con certi partiti che più che la lotta all’omofobia e il supporto alle vittime pensano a combattere “il gender” e discriminare le famiglie rainbow, l’unica arma che ci rimane è IL VOTO. Ripeto: care b!tches gay, il masochismo può anche essere interessante (per qualcuno) ma IN CAMERA DA LETTO e non nella cabina elettorale.
Serviranno decenni per sconfiggere l’omofobia, ma secondo voi sarà più facile farlo con un governo che ci aiuta o con uno che ci rema contro?

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