Riki risponde a chi lo accusa di omofobia e svela di essere stato vittima di bullismo omofobo: “Scusatemi”

11 Febbraio, 2020 di Fabiano Minacci

Riki ha un problema evidente con le critiche e ieri l’ha confermato. In un articolo pubblicato su All Music Italia, il Prof di latino di All Together Now, Davide Misiano, ha scritto che il testo di Lo Sappiamo Entrambi – secondo lui – è il peggiore tra tutti quelli di Sanremo 2020. Riccardo invece di far finta di nulla o di chiedere spiegazioni, è sbottato su Instagram dicendo di essere bello e intelligente e dando della ‘chec*a isterica e frustrata’ al povero Davide.

Sui social Riki è stato massacrato per il suo commento orrendo e oggi il cantante arrivato ultimo a Sanremo 2020 si è scusato. Marcuzzo ha rivelato di essere stato vittima di bullismo omofobo e poi ha tirato in ballo la più classica delle giustificazioni “ho tanti amici ghei“.

“Viviamo nel paese delle contraddizioni. Dopo il video di Gossip (Cap. 4) ho passato una settimana a sentirmi dire “che schifo il video che hai fatto, baci i maschi”. Ho messo dei poster che invitavano a scriverci sopra e mi hanno disegnato sopra piselli e chiamato “fr**io” (Cap. 2). Ho passato dei periodi recenti in cui l’insulto più utilizzato era “bimbom*nchia” e “fin*cchio”. Ho creato un billboard gigante (Cap. 5) con quel titolo proprio per far riflettere sul odio che si scatena nel web. Ho passato dei periodi a scuola in cui alcuni ragazzini mi chiamavano ricchi*ne e mi picchiavano. Ho fatto design allo IED di Milano, tantissimi compagni erano omosessuali. Ho aperto tre start up e in una di queste uno dei miei soci è gay.

Ho lavorato e lavoro tuttora con colleghi omosessuali. Nessuno mi ha mai pensato omofobo. Il successo di un artista viene determinato anche dalla RESISTENZA e dalla PAZIENZA, però ricevere critiche e insulti oggettivamente ingiusti non è corretto. Ho sbagliato, “chec*a isterica” se viene detto a me va bene e nessuno può lamentarsi, se lo dico io a chicchessia succede il putiferio. Ieri sicuramente sono caduto nella provocazione: capita di sentirselo dire da amici, di dirlo, di usarlo con altri significati ma sui social ha un altro suono, un altro peso e capisco che può offendere. Se qualcuno si è sentito offeso mi scuso, io non sono omofobo, ma credo che intorno a questo argomento ci sia tanta ipocrisia”.

Apprezzabili le scuse, mi fa piacere che Riki abbia capito l’errore, però non ce la faccio più a leggere la storia degli amici gay.

Il post di Riki.

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