Chiesta la sospensione di Telegram

15 Aprile, 2020 di Fabiano Minacci

Telegram potrebbe avere le ore contate (almeno in Italia).

Nella giornata di ieri, infatti, la Federazione Italiana Editori Giornali (FIEG) ha chiesto all’Autorità Garante delle Comunicazioni (AGCOM) di sospendere nel nostro paese Telegram, dato che la nota chat permetterebbe la circolazione illecita di giornali e riviste in formato digitale.

A distanza di un paio di settimane dallo scandalo del Reveng P*rn che ha visto coinvolte varie celebrità, Telegram si macchierebbe nuovamente.

Nel comunicato la Federazione Italiana Editori Giornali dice di aver chiesto:

«Un provvedimento esemplare e urgente di sospensione di Telegram, sulla base di un’analisi dell’incremento della diffusione illecita di testate giornalistiche sulla piattaforma che, durante la pandemia, ha raggiunto livelli intollerabili per uno Stato di diritto […] la stima delle perdite subite dalle imprese editoriali è allarmante [..] In una ipotesi altamente conservativa, stimiamo 670 mila euro al giorno, circa 250 milioni di euro all’anno: un dato di fronte al quale confido che l’Autorità di settore voglia intervenire con fermezza e tempestività».

Insomma, con il passaggio illegale di PDF l’editoria sarebbe in crisi.
Che sia questa la soluzione migliore?

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