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The Voice Of Italy, Freccero svela chi ha scelto i coach: “Avevo perplessità sulla Lamborghini”

The Voice Of Italy tornerà il prossimo 16 aprile e Carlo Freccero – intervistato da AdnKronos – ha svelato come è nata la sesta edizione e chi ha scelto i coach.

“Quando sono arrivato a Rai Due ho proposto di rifare The Voice Of Italy con la conduzione di Simona Ventura perché mi serve a portar via pubblico a Italia 1 e Canale 5; poi ho preso Morgan, coinvolgendolo anche nella straordinaria serata sui Queen che ha avuto ottimi ascolti. A quel punto mi mancavano tre coach.

È chiaro che la richiesta che ho fatto a Fremantle (la casa di produzione di The Voice Of Italy, che però si è recentemente defilata, ndr) era di ripetere la stessa operazione fatta su Sky Uno con X Factor, dove un rapper nell’ultima edizione ha clamorosamente vinto e dove l’estetica era perfetta, nonostante avessero cambiato il direttore artistico. Ma di X Factor ho studiato anche l’ascolto, piena di millennials e frequentatori dei social. E quindi ho chiesto a Fremantle di studiare una giuria che potesse ‘aggiornare’ la Rai e renderla più contemporanea e vicina a quel mondo. Perché la contemporaneità è fondamentale per cambiare la Rai e non farla vivere solo di memoria e nostalgia.

Loro mi hanno proposto Sfera Ebbasta, Guè Pequeno e Elettra Lamborghini. E, a dire il vero, io l’unica perplessità l’avevo sulla Lamborghini perché non la conoscevo. Mentre conosco molto bene sia Sfera che Pequeno, avendo curato una rubrica di pop culture su Rolling Stones. Di Sfera conosco il percorso e le sue ballate. E quindi ho detto: ‘ottimo’! So che il protocollo della Rai è il politicamente corretto ma è anche vero che io devo recuperare quel mondo che in Rai non c’è più e che sono i ragazzi. E ho pensato che per una volta fosse giusto percorrere il nuovo, il contemporaneo, il mood di adesso. Con la garanzia che non ci fosse alcun processo su Sfera Ebbasta e sui tragici fatti di Corinaldo in contemporanea con il programma. Ricevuta su questo punto una relazione dell’avvocato di Fremantle, ho detto sì. Quando ho formalizzato la proposta, di fatto solo ieri, mi è stato detto che al principio del politicamente corretto non si può derogare. Il vertice ritiene che l’alone della tragedia di Corinaldo sia ancora troppo vivido. Ora però dobbiamo sbrigarci a trovare una soluzione.

Noi assolutamente non rinunciamo a The Voice. E’ vero che avevo dato l’ok su Sfera Ebbasta ma poi il protocollo del politicamente corretto ha prevalso. Io spero che Fremantle ci ripensi perché è una produzione che è garanzia di qualità e performance”.

Al momento non sappiamo se Fremantle tornerà a produrre The Voice Of Italy, l’unica certezza è che Sfera Ebbasta non ci sarà e che Freccero sta cercando un idolo dei millennials.

A questo punto dateci Benji e Fede e conquistiamo Rai Due con le shippers!

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