Tiziano Ferro parla di coming out: “Chi ha meno di 35 anni non ha scuse per non farlo”

21 Novembre, 2019 di Fabiano Minacci

Tiziano Ferro, intervistato da Rolling Stone Italia, ha parlato di coming out andando a scontrarsi con il pensiero di Alfonso Signorini che lo ha etichettato come un “simbolo di provincialismo“.

Fare coming out, infatti, non significa dire pubblicamente “CIAO A TUTTI SONO GAY”, ma significa vivere alla luce del sole la propria vita sentimentale senza dire di odiare le etichette per poi etichettare il proprio fidanzato come un “amico speciale”.

E se Tiziano Ferro ha sposato pubblicamente il suo compagno, tanti altri suoi colleghi tendono ad omettere e nascondere i propri amori con la scusa della privacy. Privacy che non esisteva quando i loro partner erano donne, ovviamente.

“Io ho fatto coming out. Altri dovrebbero farlo? Allora ti dico che oggi un po’ di irritazione mi viene. Perché comprendo benissimo gli attuali cinquanta-sessantenni, vissuti in un mondo in cui poter esprimere se stessi era fuori da ogni logica umana, sociale, professionale. E giustifico in parte la mia generazione, quella dell’ultimo treno un po’ arrugginito. Io sono cresciuto in un ambiente di grande bullismo, di odio, di spinta verso la negazione. Ogni volta che provavo ad aprirmi, mi dicevano: non dire nulla, fatti i cazzi tuoi. Poi, quando ho capito che dalla gente avevo solo amore, ho detto: fuck it. Per chi oggi ha dai trentacinque anni in giù, però, non ci sono scuse. È il momento. Sono diventato molto meno tollerante”.

Tiziano Ferro non ha fatto i nomi degli under 35 che non dicono apertamente di essere omosessuali, ma la (lunga) lista la conosciamo tutti.
Ferro, tra l’altro, è la dimostrazione che se fai buona musica vendi. Sia da eterosessuale che da omosessuale.
Che aspettano?Tiziano Ferro Matrimonio

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