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Uomini e Donne: ex tronista nei guai – indagato per truffa

Un ex tronista di Uomini e Donne è stato indagato per concorso in truffa. Si tratta di Paolo Marco Filippin, noto ai fan del programma mariano perché nel 2007 è stato al centro di un piccolo scandalo, una delle sue corteggiatrici telefonò in trasmissione per rivelare di aver passato la notte con lui. Maria De Filippi invitò le due corteggiatrici rimaste a lasciare il programma, costringendo l’uomo ad abbandonare il trono.

Filippin adesso è al centro di un’indagine della procura, dopo che decine di clienti del suo mobilificio si sono rivolti a Federconsumatori ed altri hanno sporto denuncia, perché, nonostante avessero versato l’acconto, non hanno mai ricevuto i mobili che avevano ordinato. A lanciare la notizia è stato Treviso Today:

“Sono purtroppo molti i trevigiani che figurano nel lungo elenco di persone rimaste vittima della truffa sui mobili (in parte pagati ma poi mai consegnati) portata alla luce da un’indagine condotta dalla Guardia di Finanza di Pordenone. – si legge su Treviso Today  – Ad architettare il raggiro sarebbe stato l’imprenditore friulano Paolo Marco Filippin, da qualche giorno indagato per truffa. Nei giorni scorsi sono scattate alcune perquisizioni delle fiamme gialle presso la sede del mobilificio “Fabbriche riunite” di Brugnera e nella sede della ditta a Trieste presso cui l’ex tronista di “Uomini e donne” (nel 2007) lavorava come venditore incaricato.

A far scattare le indagini sono state le numerose denunce presentate dai suoi clienti alla Guardia di Finanza; buona parte dei truffati si sono rivolti alla Federconsumatori di Trieste: tra questi ci sono anche alcuni trevigiani.”

La testimonianza di un cliente dell’ex tronista.

“Abbiamo ordinato i mobili da lui, a fine settembre -racconta Alberto Fellet, di Vazzola- dovevano arredare casa: da lui abbiamo preso una camera matrimoniale completa, con letto e armadio, i mobili del living e del soggiorno ed un armadio a nicchia per il sottoscala. Il primo contratto prevedeva una spesa di 10mila, con un acconto di 3.500 e altri 3mila euro che abbiamo dovuto dare un mese dopo. Lui diceva che la caparra serviva per accelerare le pratiche e noi non annusavamo ancora il sentore della truffa. Avevo letto qualche segnalazione ma non ci ho creduto”.“

 

Fonte: Isa e Chia, Treviso Today, KontroKultura

 

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