Valerio Scanu

Valerio Scanu scambiato per Marco Carta: “Vergognati a rubare alla Rinascente!” – la risposta

Lo scorso mese Marco Carta è stato arrestato (e poi rilasciato) dopo essere stato accusato di aver rubato delle magliette alla Rinascente di Milano. L’accusa di furto ora è caduta (si è presa la responsabilità la sua amica) e su lui pende solo un processo su concorso in furto aggravato che si terrà fra un paio di mesi.

Alla luce di quanto successo, un utente ha deciso di commentare l’accaduto su Instagram, attribuendo a Valerio Scanu il furto in questione. “Vergognati a rubare alla Rinascente, buttare le chiavi dovrebbero” – ha scritto sotto una foto del cantante sardo, che ha ovviamente risposto in maniera ironica “Che roba usi? Fattela tagliare meglio“.

Il ragazzo, dopo aver sentenziato che ‘la giustizia non è uguale per tutti‘ ha poi ammesso di aver sbagliato, salvo giustificarsi poco dopo scrivendo che ‘Valerio Scanu e Marco Carta sono compagni di merende‘, alludendo che alla fine uno vale l’altro. Scanu ha così chiuso la conversazione surreale, ironizzando sulla chiusura dei manicomi: “Le conseguenze della legge Basaglia!

Valerio Scanu Marco Carta


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A quanto pare l’utente in questione non ha letto il libro di Marco Carta dove parla del furto, altrimenti avrebbe saputo che Valerio Scanu in questa storia non c’entra niente.

“Mi hanno preso le impronte digitali e mi hanno fatto le foto segnaletiche, sono stato arrestato e sono finito in prima pagina sui giornali come se fossi un pericoloso criminale […] Il 31 maggio era un venerdì e avevo deciso di fare un giro per Milano e di fare shopping. Sono andato alla Rinascente con una mia amica […] era un Black Friday e La Rinascente era piena di gente, ci sono stato qualche ora girando per i vari piani. Ad un certo punto ho provato delle magliette che però non mi piacevano e che ho lasciato. Quando non mi piace una cosa la lascio in camerino, credo sia così per tutti. Sono andato anche in bagno e me lo hanno rinfacciato come se nel bagno dovessi fare qualcosa di losco […] il giorno prima ero stato in Rinascente e avevo provato dei costumi che avevo fatto mettere da parte, sono andato a ritirarli e poi in cassa a pagarli. Mi sono poi diretto all’uscita ed ho passato i controlli, la mia amica è passata dopo di me ed è suonato l’allarme. Se avessi avuto qualcosa da nascondere avrei potuto semplicemente andarmene, invece sono tornato per vedere cosa accadeva e mi hanno chiesto se fosse una mia amica, se fossimo insieme e ho detto di sì. Negli uffici hanno trovato le magliette nella borsa della mia amica ed io sono rimasto sconcertato. […] il giudice non ha convalidato il mio arresto e sono stato rilasciato […] sono una persona onesta e certamente non rubo”.

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