Antonella Clerici in lacrime, il dolore per le perdite è troppo forte | La tragedia che l’ha toccata
Antonella Clerici torna in TV tra le lacrime, scossa dalla tragedia di Crans Montana. La conduttrice si è commossa in diretta, lanciando un messaggio potente.
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Fin dall’inizio della trasmissione, gli occhi della conduttrice erano visibilmente lucidi, tradendo un’emozione profonda e difficile da celare. Un’emozione che, come lei stessa ha tenuto a sottolineare, riflette lo stato d’animo di un intero Paese, ancora scosso e addolorato per una recente tragedia. Non poteva essere un ritorno semplicemente televisivo; l’aspetto umano ha preso il sopravvento, rendendo impossibile il silenzio di fronte a un evento così devastante.
Con poche, ma significative parole, la Clerici ha aperto la puntata, delineando immediatamente il clima e il peso che accompagnava questo suo ritorno. «Eccoci qui di nuovo in diretta, oggi lunedì 5, e sono le 11:57, noi siamo pronti per ricominciare insieme. Intanto, buon anno davvero, buon anno a tutti, che sia davvero un buon anno perché insomma è finito ed è iniziato in maniera molto tragica con questa tragedia di Crans Montana che ha visto coinvolti questi ragazzi». Una frase che, pur unendo il consueto rito televisivo del saluto al pubblico, ha evidenziato la consapevolezza che il nuovo anno si è aperto all’insegna di un dolore collettivo, profondamente sentito dalla conduttrice.
Il grido di una madre contro i giudizi
Man mano che il discorso progrediva, l’emozione ha preso il sopravvento su Antonella Clerici. Con la voce rotta, ha parlato non solo come volto televisivo amato dal pubblico, ma soprattutto da madre, ricordando di avere una figlia di soli 16 anni. È da questa prospettiva personale che ha affrontato uno degli aspetti che più l’hanno turbata in queste ore: i commenti irrispettosi apparsi sui social media. «Io mamma di una ragazza di 16 anni e posso solo immaginare il dolore dei genitori e anche quello che ho letto l’ho trovato estremamente vergognoso», ha dichiarato con forza.
La conduttrice ha cercato di ricostruire un contesto di normalità, una quotidianità tipica di un paese di montagna, lontano da qualsiasi idea di colpa o leggerezza irresponsabile. «Un ragazzo di 16 anni che è in una situazione di un paese di montagna che è lì coi genitori, magari ha brindato con loro esce e i genitori sono tranquilli perché in montagna si sta tranquilli e vanno a prendere una cosa in un bar, in un pub senza l’uso delle auto, perché in montagna si fa così…». In questo passaggio, Antonella ha puntato il dito contro chi ha giudicato affrettatamente il comportamento dei giovani coinvolti, evidenziando una dinamica che, a suo parere, è stata completamente travisata. «C’è una tragedia immane, riprendono coi telefonini ed è normale, hanno 16 anni e non si rendono conto di quello che sta succedendo, pensano a una cosa così, a una goliardata e poi dopo diventa tutto troppo tardi e dopo succede di tutto», ha spiegato, invitando a una maggiore comprensione.

Un appello all’empatia e al silenzio
Il momento più toccante e incisivo del suo intervento è giunto nella parte finale. Antonella Clerici ha abbandonato ogni filtro televisivo, usando parole nette e dirette per condannare la percepita assenza di empatia. La sua voce si è fatta portavoce di un sentimento di rabbia e frustrazione di fronte all’indifferenza e al giudizio gratuito. «Quindi l’unica cosa che dobbiamo fare davanti a queste cose è pregare, per chi crede, e stare vicino con tutto il cuore ai genitori perché questa è una disgrazia da cui probabilmente non si riprenderanno mai», ha affermato con profonda commozione, sottolineando l’importanza della vicinanza umana e spirituale.
Ha proseguito con una ferma condanna verso coloro che hanno osato giudicare un dolore così immenso. «E non a giudicare, non a parlare perché è schifosa questa cosa qui, è veramente indegna indegna. E’ gente che non ha nessun tipo di empatia e volevo dirvelo». Con queste parole, la conduttrice ha concluso la sua apertura di puntata, trasformandola in un accorato appello collettivo al rispetto e al silenzio. Un messaggio potente, un monito che ci ricorda come, di fronte a un dolore così profondo e insondabile, le uniche risposte possibili siano la preghiera, la vicinanza silenziosa e la più sincera empatia, ben lontane da giudizi e speculazioni leggere.
