Strage di Crans-Montana, emerge un nuovo inquietante retroscena sul locale | Le responsabilità si allargano

La strage di Crans-Montana rivela un quadro agghiacciante: irregolarità strutturali, porte bloccate e materiali infiammabili hanno trasformato Le Constellation in una trappola mortale.

Strage di Crans-Montana, emerge un nuovo inquietante retroscena sul locale | Le responsabilità si allargano

crans-montana-bitchyf.it

La strage di Crans-Montana rivela un quadro agghiacciante: irregolarità strutturali, porte bloccate e materiali infiammabili hanno trasformato Le Constellation in una trappola mortale.

La tragedia del locale Le Constellation a Crans-Montana, avvenuta la notte di Capodanno, continua a scuotere la Svizzera e l’Italia. Quarantina le vittime, molte delle quali giovanissime, tra cui il sedicenne italiano Achille Barosi. Le indagini stanno rivelando una situazione sconvolgente, caratterizzata da presunte irregolarità strutturali, gravi violazioni delle norme di sicurezza e significative carenze nei controlli amministrativi.

Il fulcro dell’inchiesta si è concentrato sin da subito sulla struttura del locale, in particolare sulla veranda d’ingresso. Sebbene il 19 dicembre fosse stato presentato un progetto di ampliamento, questa area si è rivelata una vera e propria trappola mortale. Le vetrate, realizzate in materiale plastico resistente, erano impossibili da infrangere durante la fuga, impedendo ogni via di scampo. L’unica porta disponibile, larga appena un metro e mezzo, era palesemente insufficiente per consentire l’uscita rapida di 300-400 persone. A peggiorare la situazione, la porta si apriva verso l’interno, contravvenendo alle più elementari norme antincendio che impongono l’apertura verso l’esterno per facilitare l’evacuazione in caso di emergenza.

Le omissioni fatali e il pericolo sottovalutato

La situazione nel piano interrato, dove l’affollamento era massimo, era ancora più critica. Due ex dipendenti hanno testimoniato che l’unica uscita di sicurezza veniva sistematicamente chiusa a chiave dai gestori, una pratica inaccettabile volta a impedire ingressi o uscite non autorizzate. Questa porta, già di per sé celata in un’area adibita ai fumatori, era di fatto invisibile e inutilizzabile nel caos e nel fumo denso che si è sprigionato. Un soccorritore ha confermato di aver dovuto forzare l’infisso, un chiaro segno che questa vitale via di fuga era bloccata mentre i giovani cercavano disperatamente di risalire una scala stretta e ripida.

L’origine del rogo è stata individuata nell’utilizzo di fontane pirotecniche, accese sui colli delle bottiglie di champagne come parte di uno spettacolo scenografico. Le scintille hanno raggiunto il soffitto, rivestito di spugna sintetica per l’isolamento acustico, un materiale purtroppo altamente infiammabile. Questo ha preso fuoco in pochi secondi, sprigionando fumi tossici letali che hanno causato la maggior parte dei decessi. È emerso che il personale fosse pienamente consapevole del pericolo: già in passato alcuni barman avevano segnalato i rischi legati a queste esibizioni, ma tali avvertimenti sarebbero stati ignorati per non compromettere l’attrattiva commerciale dell’evento.

crans-montana-_bitchyf.it

Le responsabilità e le reazioni istituzionali

L’inchiesta non risparmia il passato del proprietario, Jacques Moretti, il quale avrebbe avuto precedenti penali risalenti a circa vent’anni fa. L’ambasciatore italiano Gian Lorenzo Cornado ha espresso una forte posizione, parlando apertamente di responsabilità gravissime e sottolineando come in Italia una gestione simile avrebbe probabilmente condotto a immediati arresti. Sul fronte dei controlli, nonostante la legge svizzera preveda verifiche annuali sulla sicurezza antincendio, Moretti ha dichiarato di averne ricevuti soltanto tre nell’arco di dieci anni. Il Comune, pur negando qualsiasi negligenza, ha cautelativamente revocato la licenza di un altro locale gestito dalla coppia, Le Petit Maison, citando motivi di sicurezza pubblica.

Le ripercussioni di questa strage si stanno estendendo a livello nazionale. Un progetto di legge che prevedeva un allentamento delle norme antincendio è stato immediatamente sospeso, in un chiaro segnale di ripensamento. Diverse città, tra cui Losanna, hanno avviato controlli straordinari su centinaia di locali notturni, mentre la politica si interroga sulla sicurezza nelle principali località turistiche. Rimane, infine, il dato più doloroso: molte delle vittime erano minorenni che, secondo la legislazione vigente, non avrebbero neanche dovuto trovarsi all’interno del locale, dove l’accesso ai minori di 16 anni e la somministrazione di alcol sono strettamente limitati.