Chiara Ferragni, lo sfogo improvviso: ecco chi mi ha tradita | Il nome bomba che nessuno si aspettava
Chiara Ferragni parla per la prima volta del “Pandoro-gate”, il proscioglimento e il dolore privato. Ammette ingenuità e rivela chi l’ha abbandonata nel momento più difficile.
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Dopo due anni di intense pressioni e speculazioni mediatiche, Chiara Ferragni ha finalmente trovato un momento di respiro con il proscioglimento nel processo sul cosiddetto “Pandoro Gate”. L’occasione è stata celebrata nello studio dell’avvocato Giuseppe Iannaccone, un’atmosfera di sollievo che la stessa imprenditrice digitale ha descritto come la «fine di un incubo». In un’intervista esclusiva, Ferragni ha raccontato i momenti salienti del verdetto: «Appena ho sentito ‘articolo 531’ ho abbracciato Giuseppe, mi sono messa a piangere, singhiozzavo. Sembrava una scena da film», ha rivelato. L’articolo 531 del codice di procedura penale, infatti, stabilisce che il giudice deve pronunciare una sentenza di non doversi procedere, ovvero un proscioglimento.
La Ferragni, pur riconoscendo di aver commesso errori nella gestione della vicenda, ha sempre respinto categoricamente l’accusa di truffa. Ha ribadito con fermezza la sua convinzione che «non c’era nessun elemento per parlare di una truffa». La domanda che si pone è legittima: «Eravamo all’apice del nostro successo… perché mai avremmo dovuto fare qualcosa di irregolare?». Questi due anni sono stati definiti «durissimi», un periodo in cui, a suo dire, «tutte le cose che potevano andare male sono andate male», ma con la certezza di non aver agito con dolo.
Ingenuità e il peso mediatico del caso

Ingenuità e peso mediatico: la lente d’ingrandimento sul caso.
La parola chiave usata da Chiara Ferragni per descrivere il suo operato è «ingenua». L’imprenditrice ha apertamente ammesso: «Sì, sono stata molto ingenua. Mi sono comunque presa tutte le responsabilità». Un’autoanalisi che la porta anche a riflettere su cosa avrebbe fatto diversamente: «Mi circonderei di persone con più esperienza». Questo periodo è stato caratterizzato da un quasi totale silenzio mediatico da parte sua, una scelta dettata dalla paura: «Avevo paura che qualsiasi cosa dicessi potesse essere usata contro di me».
Il silenzio, però, è stato pagato a caro prezzo. Il caso è esploso in un contesto dove lei stessa è un «fenomeno mediatico», amplificando ogni aspetto della vicenda. Il contraccolpo è stato devastante, soprattutto per le accuse più gravi: «Quando hanno detto che avevo truffato i bambini malati, cosa poteva esserci di peggio?», ha confessato, evidenziando il dolore profondo causato da tali affermazioni. L’esposizione mediatica ha trasformato ogni errore in un amplificatore di critiche, rendendo la sua posizione estremamente vulnerabile agli occhi dell’opinione pubblica.
Il dolore privato e la rinascita di Chiara
Il dolore privato di Chiara e il suo cammino verso la rinascita.
Accanto alla battaglia legale e mediatica, c’è stato anche un profondo dolore privato. Chiara Ferragni ha toccato un tasto delicato parlando della separazione dal marito Fedez, avvenuta proprio «nell’unico mio momento di bisogno». Un abbandono percepito come totale: «Mi sono sentita completamente abbandonata». Nonostante questo, ha trovato forza in chi le è rimasto accanto: «la mia famiglia, mia mamma, i miei amici, gli avvocati», un nucleo di supporto fondamentale in un periodo così buio.
Oggi, Chiara Ferragni si presenta come una persona diversa. Ha dichiarato di aver «imparato a prendere cura di me stessa», un percorso di crescita personale forzato dalle avversità. La persona che si mostrava sempre perfetta, l’immagine patinata a cui il pubblico era abituato, «non esiste più». L’obiettivo ora è essere «più vera», un cambiamento che passa anche attraverso la volontà di guardare avanti. Il primo passo è semplice, ma significativo: «Festeggerò… Ora ricomincio a vivere». Un messaggio di speranza e resilienza, segnando un nuovo capitolo nella vita dell’imprenditrice dopo la tempesta.
