Ripartono i controlli fiscali, gennaio diventa il mese più rischioso | Già partite le prime lettere

L’Agenzia delle Entrate riprende i controlli fiscali a gennaio 2026. Scopri a chi arriveranno lettere e avvisi e cosa cambia con il decreto Adempimenti. Non farti trovare impreparato.

Ripartono i controlli fiscali, gennaio diventa il mese più rischioso | Già partite le prime lettere
L’Agenzia delle Entrate riprende i controlli fiscali a gennaio 2026. Scopri a chi arriveranno lettere e avvisi e cosa cambia con il decreto Adempimenti. Non farti trovare impreparato.

Con la fine delle festività natalizie, il Fisco torna pienamente operativo. Dal 2 gennaio 2026, l’Agenzia delle Entrate ha ripreso l’invio delle comunicazioni che erano state sospese durante il mese di dicembre, in conformità con quanto stabilito dal decreto Adempimenti, in vigore dal 1° gennaio 2024. Questa pausa invernale, introdotta per alleggerire la pressione sui contribuenti in un periodo tradizionalmente delicato, si affianca a quella già prevista per il mese di agosto. L’obiettivo primario di queste sospensioni è garantire una maggiore serenità a famiglie e lavoratori, evitando che si trovino a dover gestire complesse questioni tributarie proprio durante i periodi di riposo e celebrazione.

La sospensione ha interessato specifiche categorie di avvisi, pensate per dare un respiro ai cittadini. Ora, con il nuovo anno, la macchina fiscale riparte a pieno regime, e i contribuenti devono prepararsi a ricevere le comunicazioni messe in stand-by. È fondamentale essere pronti a comprendere i messaggi del Fisco e agire di conseguenza, magari con il supporto di professionisti del settore, per evitare spiacevoli sorprese.

La ripresa dei controlli: quali avvisi sono in arrivo?

La ripresa dei controlli: quali avvisi sono in arrivo?

Controlli in ripresa: cosa aspettarsi dagli avvisi in arrivo.

 

La misura di sospensione ha riguardato un insieme ben definito di comunicazioni. Durante il periodo festivo di dicembre, sono stati bloccati in particolare gli esiti dei controlli automatizzati, ovvero quei riscontri che emergono dal confronto tra le dichiarazioni presentate dai contribuenti e le vaste banche dati in possesso dell’amministrazione fiscale. Allo stesso modo, lo stop ha coinvolto i controlli formali, che implicano un’analisi più approfondita della documentazione, e le comunicazioni relative alla tassazione separata.

Cruciale è la ripartenza delle lettere di compliance. Questi strumenti sono progettati dall’Agenzia per segnalare eventuali anomalie o discrepanze, invitando il contribuente a regolarizzare spontaneamente la propria posizione. La loro funzione è marcatamente collaborativa e preventiva, mira cioè a scongiurare accertamenti più stringenti e l’applicazione di sanzioni qualora l’errore o la dimenticanza siano sanabili. Proprio per questa loro natura ‘morbida’, si è scelto di sospenderne l’invio nei periodi festivi. Tuttavia, già dall’inizio di gennaio, la macchina fiscale si è rimessa in moto: le lettere stanno nuovamente arrivando nelle caselle PEC e nelle cassette postali, e con esse riprendono le scadenze e gli obblighi legati alla gestione tributaria. Il decreto Adempimenti, dunque, conferma un approccio più