ULTIM’ORA Garlasco, ha confessato: i due nuovi testimoni sentiti | La ricostruzione ora crolla

Svolta nel caso Garlasco: due nuovi testimoni riaccendono i riflettori sull’omicidio di Chiara Poggi. Le loro rivelazioni potrebbero scagionare Alberto Stasi e svelare un clamoroso complotto.

ULTIM’ORA Garlasco, ha confessato: i due nuovi testimoni sentiti | La ricostruzione ora crolla

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Svolta nel caso Garlasco: due nuovi testimoni riaccendono i riflettori sull’omicidio di Chiara Poggi. Le loro rivelazioni potrebbero scagionare Alberto Stasi e svelare un clamoroso complotto.

Il delitto di Garlasco, uno dei misteri più controversi della cronaca nera italiana, torna prepotentemente al centro dell’attenzione mediatica. A riaccendere i riflettori su questa tragica vicenda, avvenuta la mattina del 13 agosto 2007 nella villetta di via Pascoli, è stata l’ultima puntata di Zona Bianca, il programma di approfondimento condotto da Giuseppe Brindisi su Rete 4. Le nuove e pesanti rivelazioni, emerse nel corso della trasmissione, potrebbero scuotere le fondamenta di una verità giudiziaria ormai consolidata.

La Procura di Pavia ha recentemente riaperto il fascicolo sul caso, un atto che ha riportato in auge domande e dubbi su una vicenda che, nonostante la condanna definitiva di Alberto Stasi a 16 anni di carcere, per molti non è mai stata davvero risolta. L’indagine vede iscritto nel registro degli indagati Andrea Sempio, amico del fratello della vittima, con l’ipotesi di concorso in omicidio. Le attuali novità, incentrate su inedite testimonianze, promettono di offrire elementi rilevanti, se non addirittura decisivi, per una ricostruzione più fedele della dinamica omicidiaria e per fare finalmente chiarezza su uno dei più clamorosi enigmi giudiziari italiani.

Le clamorose rivelazioni dell’inviato de Le Iene

A svelare i retroscena che potrebbero ribaltare il caso è stato Alessandro De Giuseppe, storico inviato de Le Iene, ospite in studio a Zona Bianca e da anni impegnato nel seguire la vicenda di Garlasco. “Ho trovato due testimonianze dirette”, ha dichiarato De Giuseppe, “Una persona ha visto un’altra dove non doveva essere. L’altro testimone ha visto un’altra persona ancora in un luogo in cui non doveva trovarsi, tra l’altro corrisponde anche alle parole di qualcun altro”. Queste dichiarazioni suggeriscono che le nuove versioni dei fatti potrebbero intrecciarsi con elementi già emersi in passato, ma mai del tutto chiariti.

Secondo quanto riferito dall’inviato, i due presunti testimoni sarebbero già stati ascoltati dagli investigatori, probabilmente come persone informate sui fatti, e le loro deposizioni sono state definite “circostanziatissime”. De Giuseppe ha fornito dettagli temporali e contestuali precisi: “Alle 9.30-10.00 una persona ha visto un’altra persona all’incrocio con via Pascoli. L’altra testimonianza è di una persona che ha un’attività e ha detto ‘ho paura di essere distrutto da una certa persona'”. Tali dettagli, se confermati dalle indagini, potrebbero rimettere in discussione certezze consolidate negli anni e aprire nuovi scenari investigativi.

In particolare, il racconto di uno dei nuovi testimoni rafforzerebbe la versione fornita nel 2007 da Marco Demontis Muschitta, un operaio di Garlasco che, sentito dal pm Rosa Muscio, aveva raccontato di aver visto la mattina del delitto “una bicicletta che andava a zig-zag con in sella una ragazza con i capelli a caschetto biondi e in mano una sorta di asta di metallo, color canna da fumo, con un’estremità a forma di pigna”. Dichiarazioni che Muschitta ritrattò poco dopo, alimentando dubbi. “Muschitta non è l’unico che ha visto quello che ha visto”, ha aggiunto De Giuseppe, sottolineando l’importanza di questa nuova conferma. Queste persone, ha specificato l’inviato, non sono indagate.

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Stasi incastrato? La tesi del complotto si rafforza

Nella parte conclusiva del suo intervento, Alessandro De Giuseppe ha toccato uno dei punti più sensibili e controversi dell’intera vicenda: l’ipotesi che Alberto Stasi, che si è sempre dichiarato innocente, sia stato “incastrato”. Secondo le rivelazioni dell’inviato de Le Iene, nel 2007 “è arrivata una telefonata, da parte di qualcuno che stava indagando, in cui veniva detto ‘datemi qualcosa per incastrare Stasi'”. Questa affermazione, se verificata, getta un’ombra inquietante sull’intera indagine iniziale.

Ancora più sconvolgente è il dettaglio che segue: “Quindici minuti dopo appaiono 2,5 grammi di Dna puro e pulito sui pedali della bicicletta“. Questa coincidenza temporale, presentata da De Giuseppe, suggerisce una possibile manipolazione delle prove o, quantomeno, una gestione delle indagini estremamente discutibile. L’emergere di tali elementi, a distanza di anni dalla condanna definitiva, riaccende il dibattito sulla correttezza dell’iter giudiziario che ha portato Stasi in carcere e sulla reale colpevolezza dell’ex fidanzato di Chiara Poggi.

Le nuove testimonianze e la tesi di un possibile complotto, sebbene ancora da approfondire e riscontrare, potrebbero aprire scenari del tutto inediti. Il caso Garlasco, dunque, lungi dall’essere chiuso, sembra destinato a nuove e clamorose evoluzioni, con l’obiettivo di fare piena luce su un omicidio che continua a tormentare la cronaca e l’opinione pubblica italiana. La verità su chi ha ucciso Chiara Poggi e se Alberto Stasi sia stato davvero vittima di un complotto, potrebbe essere finalmente vicina.