Garlasco, orrore senza fine: adesso offrono dei soldi | Hanno chiesto 20.000€ per toccarle e averle

Il caso Garlasco continua a generare polemiche. Un’inquietante offerta da 20.000 euro per un “reperto” del delitto di Chiara Poggi riaccende il dibattito sul rispetto e i limiti del web.

Garlasco, orrore senza fine: adesso offrono dei soldi | Hanno chiesto 20.000€ per toccarle e averle

chiara poggi - bitchyf.it

Il caso Garlasco continua a generare polemiche. Un’inquietante offerta da 20.000 euro per un “reperto” del delitto di Chiara Poggi riaccende il dibattito sul rispetto e i limiti del web.

Il delitto di Chiara Poggi a Garlasco, avvenuto quasi vent’anni fa, è tornato con prepotenza al centro della scena mediatica. Ciò che un tempo era unicamente un doloroso fascicolo giudiziario si è oggi trasformato in un fenomeno virale, alimentato da video, podcast e discussioni sui social network che spesso prescindono dai fatti accertati. Questo cambiamento ha stravolto la percezione della tragedia, mettendo in secondo piano le sentenze definitive a favore di una narrazione sempre più sensazionalistica e, talvolta, fuori controllo.

Il dramma che ha sconvolto la famiglia Poggi è diventato per alcuni una sorta di “serie Netflix” o un passatempo da YouTube, dove ogni limite etico sembra essere superato. Basta accendere un microfono o premere il tasto “rec” per trasformare un femminicidio in un business social o in una chiacchiera da bar. Si parla di un delitto che conta diciannove anni di indagini, perizie e documenti, ma l’attenzione si sposta sempre più verso aspetti morbosi e meno verso la verità processuale, trasformando una tragedia reale in un fenomeno mediatico permanente.

L’annuncio choc e il “reperto” conteso su subito.it

Un esempio lampante di questa deriva mediatica è emerso recentemente online. Una rapida ricerca su Subito.it, una delle principali piattaforme italiane di compra-vendita, ha rivelato un annuncio che ha lasciato molti interdetti: “Ricerchiamo scarpa Mr Valentino. Offro 20mila euro a chi la trova entro il 31 luglio 2025”. Sebbene la data indicata sia ormai passata, l’inserzione risulta ancora visibile, sollevando interrogativi inquietanti sul suo scopo e sulla natura del “reperto” richiesto.

Come mostrato nella foto allegata all’annuncio, si tratta di un paio di scarpe marroni, repertate dal Ris nei giorni successivi all’omicidio di Chiara Poggi. Rinvenute in un canale lungo la strada del Cucù tra Villanova d’Ardenghi e Zinasco il 24 agosto 2007, furono oggetto di analisi. Le relazioni del 2007 indicavano tracce brunastre e luminescenza al luminol, ma il combur test diede esito negativo. Le verifiche escludevano un collegamento con l’assassino, e il Ris precisò che “non era emersa nessuna traccia interessante” su quegli indumenti.

Nonostante la loro irrilevanza ai fini delle indagini, qualcuno è disposto a sborsare 20.000 euro per un oggetto legato a un crimine. Non è chiaro chi ci sia dietro l’annuncio, se sia uno scherzo o un tentativo serio. La sua presenza su una piattaforma molto frequentata è di per sé problematicamente significativa, mostrando un lato oscuro e morboso del web.

garlasco-offerta_-_bitchyf.it

Il limite invalicabile del rispetto e la memoria di Chiara Poggi

La richiesta di 20.000 euro per un “reperto” del delitto di Garlasco solleva profonde questioni etiche. Non si tratta di collezionismo di oggetti storici o di curiosità innocue, ma della strumentalizzazione di una tragedia che ha visto la morte violenta di una giovane donna. Questo tipo di ricerca e offerta sul web denota una grave mancanza di rispetto per la vittima, Chiara Poggi, e per il dolore immenso della sua famiglia.

Il caso Garlasco ha già subito una trasformazione mediatica che spesso ha oscurato l’aspetto umano e la gravità del crimine. Annunci come quello su Subito.it acuiscono questa tendenza, riducendo una vita spezzata a un oggetto di desiderio macabro o a un’occasione di speculazione. È fondamentale ricordare che dietro ogni “reperto” c’è una persona reale e un evento tragico. La diffusione e la tolleranza di simili contenuti online erodono la dignità della vittima e banalizzano la violenza subita.

Forse è giunto il momento di riflettere sui limiti di ciò che è accettabile nel dibattito pubblico e online. Piattaforme come Subito.it dovrebbero prendere in considerazione la rimozione di annunci che travalicano il buon senso e il rispetto della memoria. Riconoscere che esistono dei limiti, specialmente in casi di femminicidio, non è solo una questione di buone maniere, ma un atto dovuto alla memoria di Chiara Poggi e alla sua famiglia, che meritano di non vedere il loro dolore trasformato in merce di scambio o in uno spettacolo morboso e raccapricciante.