Crans-Montana, lo hanno fatto per droga: le ultime confessioni agghiaccianti | Il caso Moretti cambia dimensione
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I suoi racconti, poi confermati da molti altri, parlano di persone con maschere da coniglio, da astronauta e da clown, e di bottiglie di champagne illuminate da fuochi d’artificio. Un’immagine in particolare, quella di una donna sulle spalle di un uomo e una bottiglia fiammeggiante che sfiora il soffitto, precede l’attimo fatale: “È partita una fiammata”, ha dichiarato, segnando l’inizio dell’orrore che avrebbe inghiottito il locale “Constellation”.
Ombre e sospetti: il filo della droga
Il filo della droga: tra ombre, sospetti e criminalità.
Mentre l’inchiesta sulla strage prende forma, emergono dettagli che gettano lunghe ombre sulla gestione del locale. Un messaggio anonimo, comparso alla fine del dossier, sollecita gli inquirenti a indagare “anche sugli altri locali gestiti dai Moretti”, suggerendo di “capire la fonte dei loro finanziamenti”. Questo porta l’attenzione su presunti legami del proprietario con il traffico di droga, una questione che ora è al vaglio degli investigatori e che complica ulteriormente il quadro della tragedia.
Le domande si moltiplicano, affiancate da cifre impressionanti: tavoli venduti a mille franchi, bottiglie di champagne a trecento. Questi numeri dipingono un’immagine di un business altamente redditizio, la cui provenienza è ora sotto esame. Steven Lanners, un vigile del fuoco intervenuto sul posto, ha descritto uno scenario di “caos più assoluto”, parlando di un “flashfire” o “flashover”. Ha notato come oggetti a terra fossero integri, mentre “tutto fuso in alto”, un segno distintivo dell’intensità e della rapidità con cui le fiamme si sono propagate. Al loro arrivo, la devastazione era già compiuta.
Testimonianze e dettagli inquietanti
Esplorando le testimonianze e i dettagli che rendono inquietante la realtà.
Tra le voci raccolte, quella di Edoardo, un quindicenne italiano, risuona con particolare forza. Ha scritto a penna i nomi di quindici amici, cinque dei quali non sono più tornati. Le sue parole documentano gli istanti precedenti la tragedia: “All’1.27 ho registrato due video… nel secondo si vede l’incendio che si estende fino al soffitto”. Edoardo e Niccolò sono stati tra i primi a mettersi in salvo, sfuggendo per un soffio all’inferno che li circondava. Decine di testimonianze concordano su un dettaglio cruciale: una sola uscita serviva sia per entrare che per fuggire, una carenza di sicurezza che potrebbe aver avuto conseguenze fatali.
Jessica Moretti, titolare del Constellation, ha dichiarato di aver urlato “Tutti fuori!” all’1 e 28, trovandosi già in salvo all’esterno. Jacques Moretti, invece, sarebbe arrivato solo in seguito. A chiudere il cerchio delle inquietudini, un dettaglio finale: la nuova polizza assicurativa del Constellation sarebbe scattata a mezzanotte e un secondo del primo gennaio, proprio il giorno dell’incidente. Questa coincidenza temporale aggiunge un ulteriore elemento di mistero a una vicenda già di per sé oscura, sollevando interrogativi che gli inquirenti sono ora chiamati a sciogliere per fare piena luce sulla strage di Crans-Montana e sui suoi risvolti nascosti.
